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I mercati brindano alla svolta di Atene

Nel week end è stato definito all’Eurogruppo di Riga un «dilettante». Le sorprese per il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis non sono poi finite dato che ieri è stato tecnicamente silurato dal premier Alexis Tsipras che ha rinnovato la squadra dei tecnici incaricati di negoziare la ristrutturazione del debito con i creditori internazionali Ue e Fmi, depotenziando difatti il ruolo di Varoufakis a vantaggio del numero due agli Esteri Euclid Tsakalotos, che sarà il coordinatore della nuova squadra.
La notizia ha dato una scossa elettrica ai mercati azionari che a metà seduta hanno violentemente girato al rialzo accelerando nel finale e chiudendo con forti guadagni. Il Ftse Mib è salito dell’1,62%, meglio ancora il Dax di Francoforte (+1,93%) che ha battuto la media delle azioni europee (Eurostoxx 50 a +1,5%). La Borsa di Atene ha chiuso con un balzo del 4,4% segnando il quarto progresso consecutivo. Su tutti il balzo di Piraeus Bank (+11%) che aggiunge questa progressione al recupero del 23% messo a segno la settimana scorsa.
È evidente che i mercati stanno dalla parte dei creditori internazionali e, soprattutto, di una soluzione rapida della crisi greca (Atene deve restituire 774 milioni al Fondo monetario internazionale il 12 maggio e 3,8 miliardi all’Ue a luglio ed è a corto di soldi per pagare entro fine mese stipendi e pensioni per 1,5 miliardi). Per questo motivo il “commissariamento” di Varoufakis – che sin dai primi giorni del suo mandato iniziato a fine gennaio ha svolto il ruolo di poliziotto cattivo facendo vestire al premier Tsipras quello di poliziotto buono – è stato festeggiato con acquisti in Borsa. Ma non solo: gli acquisti hanno premiato anche i bond periferici dell’Eurozona, a partire proprio da Atene. I rendimenti dei titoli a due anni – che la scorsa settimana avevano sfiorato il 30% – sono scesi al 23%. Lo spread tra Grecia e Germania si è ridimensionato di oltre 100 punti, con i decennali scivolati all’11,2%, ulteriore segnali che i mercati giocano d’anticipo sul fatto che alla fine un accordo tra la Grecia e l’ex Troika verrà trovato nei prossimi giorni. Acquisti anche sui BTp con il rendimento dei decennali che si è ridotto dall’1,39% all’1,29% e lo spread con il Bund sceso da 128 a 118 punti. Per il Tesoro italiano è poi partita una nuova tornata di aste (che prosegue oggi con BoT a 6 mesi e domani con BTp a 5 e 10 anni) con il collocamento di CTz (titoli a due anni senza cedola) e BTpei (indicizzati all’inflazione europea). Nuovi record per il titolo biennale collocato a un tasso dello 0,079% (in calo rispetto allo 0,162% di marzo) per un controvalore di 2 miliardi. Bene anche i BTp indicizzati all’inflazione (venduto il massimo importo di 750 milioni). I titoli a 10 anni sono stati fissati a un tasso negativo (-0,16%).
L’ottimismo di fondo ha rimesso le ali all’euro che si è apprezzato nei confronti del dollaro superando nuovamente la barriera di 1,09. A indebolire il biglietto verde ci hanno pensato anche dati macro deludenti arrivati dagli Stati Uniti: dopo tre mesi di crescita consecutivi l’indice Pmi servizi ad aprile è arretrato a 57,8 punti da 59,2 di marzo. Il dato è inferiore alle previsioni degli analisti che si attendevano un miglioramento a quota 59,5 punti. Questo non ha però frenato Wall Street dove l’indice S&P 500, nel corso delle contrattazioni, ha segnato un nuovo massimo storico, in compagnia del Nasdaq trascinato dal record di Apple a 133 dollari.
A questo punto i mercati, oltre alla Grecia, tornano a guardare le banche centrali. Oggi prende il via il meeting della Federal Reserve e giovedì sarà la volta di quello della Bank of Japan. L’ultima tornata di dati americani ha rinforzato le aspettative che non verrà fornito alcun segnale di un imminente ritocco verso l’alto dei tassi d’interesse, fermi vicino allo zero dal 2008. Anche la BoJ non dovrebbe apportare alcuna modifica all’attuale orientamento ultra-espansivo. Proprio come piace ai mercati.

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