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I Ligresti trattano l’uscita. Unipol vicina a un’intesa

di Laura Galvagni

Mancano ancora diversi dettagli e numerosi passaggi formali ma la lunga riunione, oltre sei ore, tenutasi ieri in Banca Leonardo sarebbe servita per tracciare il percorso di uscita della famiglia Ligresti dalla galassia Premafin-Fondiaria-Sai. Il tutto a favore di un futuro ingresso di Unipol. Questa, almeno, sarebbe l'opzione attualmente allo studio. Già oggi potrebbe concretizzarsi un primo accordo formale anche se, vista la complessità del dossier, non è da escludere che serva ancora qualche giorno prima che le parti assumano impegni precisi.
Perché ciò avvenga, peraltro, i Ligresti hanno posto come condizione fondamentale che l'attuale trattativa promuova un riassetto globale che consenta di sistemare anche la delicata situazione a monte nelle cassaforti dell'Ingegnere, ossia in Sinergia e Imco.
Il riassetto in Premafin
Nulla è stato ancora scritto o contrattualizzato ma le prossime ore dovrebbero proprio servire a definire questi passaggi. In particolare, si sta considerando l'opportunità che Unipol entri direttamente nel capitale di Premafin rilevando dalla famiglia Ligresti il pacchetto di controllo della holding. Il gruppo Unipol, a questo punto, assumerebbe un doppio onere: da un lato si farebbe carico del debito di Premafin da 322 milioni dando precise garanzie alle banche, quindi promuoverebbe un aumento di capitale sufficiente affinché la finanziaria possa tenere le redini di Fondiaria Sai sottoscrivendo pro quota la futura ricapitalizzazione da 750 milioni della compagnia assicurativa. Il passo successivo sarebbe una possibile fusione a tre, Premafin-FonSai-Unipol. Prima che ciò avvenga, tuttavia, è possibile che si debbano concretizzare altri due elementi, da una parte la sistemazione dei numeri di Premafin e dall'altra il ricorso da parte di Unipol al mercato per un rafforzamento patrimoniale. Il tutto per fare in modo che l'integrazione avvenga fra tre società con i conti in ordine e un'adeguata solidità finanziaria. Questi, tuttavia, sono passaggi che verranno definiti dopo aver stabilito i contenuti dell'accordo tra la famiglia Ligresti e il futuro socio di controllo della holding.
La partita Sinergia
Come detto la disponibilità dei Ligresti a fare un passo indietro è legata al raggiungimento di un accordo con le banche creditrici anche per la sistemazione dei debiti dell'Ingegnere in Sinergia e Imco, che superano i 300 milioni. Quella di ieri è stata una giornata particolarmente difficile per Salvatore Ligresti, sia lui che il figlio Paolo hanno tentato fino all'ultimo di non perdere le redini di Fondiaria Sai. Alla fine avrebbero ceduto ottenendo come parziale contropartita una congrua liquidazione da Premafin che servirà, sebbene simbolicamente considerato che si tratta di qualche milione di euro, a placare gli animi delle banche creditrici. Istituti che, per meglio condurre la trattativa, hanno deciso di affidarsi a Lazard come advisor unico. La casa d'affari, assieme a Leonardo & co che dovrà curare gli interessi di Sinergia e Imco, sarà chiamata a mettere nero su bianco il progetto per far confluire tutti gli asset immobiliari delle cassaforti, con i relativi debiti, in un fondo dedicato al mattone. Nella partita si sono già inserite Hines e IDeA Fimit che giusto ieri ha incontrato alcuni esponenti della galassia FonSai.

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