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I lavoratori sono tutti uguali

Una bufala l’offerta di manodopera rumena sottocosto. Infatti, la vigente normativa garantisce parità di trattamento (orario lavoro, retribuzione, ferie ecc.) a chiunque lavori in Italia sia esso italiano o straniero, assunto direttamente oppure in somministrazione. Lo precisa il ministero del lavoro nella circolare n. 14/2015, mettendo in guardia le imprese italiane dall’inesattezza di recenti annunci pubblicitari che riportano informazione errate sul distacco transnazionale e per invitare gli ispettori a prestare attenzione al fenomeno e avviare campagne informative.

 

Somministrazione transnazionale. La questione dell’offerta di «manodopera straniera sottocosto» è sorta a seguito di specifici annunci riportati dalla stampa. In pratica, ci sarebbero agenzie di somministrazione di altri stati Ue che offrono manodopera straniera alle imprese italiane con forti vantaggi, anche di natura economica e di flessibilità, attraverso l’utilizzo di «lavoratori interinali con contratto rumeno». Nell’evidenziare l’infondatezza delle offerte, il ministero ricorda la disciplina vigente per ciò che riguarda le agenzie di somministrazione estere e il trattamento dei lavoratori. Sul primo punto spiega che, ai sensi del dlgs n. 276/2003 (riforma Biagi che disciplina il lavoro in somministrazione), le agenzie di somministrazione stabilite in altro Stato Ue non necessitano della prevista autorizzazione di legge «nella misura in cui dimostrino di operare in forza di un provvedimento amministrativo rilasciato dalle competenti autorità dello Stato di provenienza, equivalente rispetto a quello richiesto dalla legislazione italiana» (circolare n. 7/2005).

 

Parità di trattamento. Relativamente al presunto «sottocosto» della manodopera straniera la situazione è ancora più chiara e scontata. Infatti, spiega il ministero, in applicazione del c.d. principio «lex loci laboris», ai lavoratori inviati in distacco da uno Stato membro a un altro dell’Ue, si applicano comunque e sempre i «livelli minimi di condizioni di lavoro e occupazione previsti dalla legge del luogo di esecuzione della prestazione lavorativa». Quando l’attività lavorativa è svolta in Italia, in particolare, si applicano le «disposizioni di legge, le indicazioni amministrative e le clausole della contrattazione collettiva italiana» con riferimento a quanto indicato in tabella.

Secondo il ministero, peraltro, la normativa sulle tutele economiche/normative risulta ancor più incisiva nell’ambito di un rapporto di somministrazione transnazionale di lavoro, con particolare riferimento al trattamento riconosciuto ai lavoratori temporanei inviati nel nostro Paese da agenzia di somministrazione stabilite in un altro stato membro. In altri termini, per i lavoratori somministrati a livello transnazionale, è «sancita e garantita una sostanziale parità di trattamento, sia per quanto concerne i profili normativi che per quelli retributivi, rispetto ai lavoratori italiani alle dipendenze dell’utilizzatore».

 

La diffida accertativa. Rivolgendosi agli ispettori, infine, il ministero ricorda che al fine di tutelare i crediti retributivi vantati dai lavoratori in regime di distacco comunitario anche nell’ambito di somministrazioni di lavoro transnazionali, possono ricorrere all’adozione della diffida accertativa (ex art. 12 del dlgs n. 124/2004).

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