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I Grandi: “Occupazione priorità assoluta” Lotta globale a evasione e paradisi fiscali

Un accordo globale per combattere evasione e elusione. Un decalogo contro i paradisi fiscali, con tanto di scambio automatico dei dati. Una sorta di registro mondiale per la trasparenza delle società-fantasma. E due “urgenti priorità”: crescita e disoccupazione, specie quella giovanile, entrambe rese impellenti dalla recessione che ancora incombe, soprattutto in Europa. Si chiude così il vertice degli Otto Grandi a Lough Erne, tra i laghi dell’Irlanda del Nord. Due giorni di dibattito serrato e informale serviti per mettere in piedi quello che il presidente del Consiglio, Enrico Letta, chiama “un ombrello” anti-crisi.
I leader se ne vanno soddisfatti, a cominciare dal padrone di casa, l’inglese David Cameron: d’ora in avanti «chi vuole evadere le tasse non si potrà più nascondere». Gli fa eco il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne: «In fatto di fisco, si è fatto più in 24 ore che negli ultimi 24 anni». Per equità, certo, ma anche per necessità: il mondo nebuloso dell’evasione e dell’elusione sottrae risorse ed entrate ai governi impoveriti dalla recessione, lasciandoli senza fondi per gli investimenti, il volanochiave per tornare a crescere e dunque per creare lavoro. Ecco il circolo vizioso che i Grandi sperano di interrompere. Anche l’Italia, ovviamente, che deve pure fare i conti con la possibilità che le venga negata la “golden rule”, ovvero lo stralcio degli investimenti dal computo del deficit. «Sono convinto che ci saranno soluzioni positive», assicura Letta. Oltretutto, nella sua visione, l’interesse dimostrato da Obama sul dramma della disoccupazione giovanile, posto dall’Italia sul tavolo del vertice «ci rafforza» in vista dei Consiglio Ue di fine mese, quello cruciale per crescita e lavoro.
Ai colleghi, il presidente del Consiglio consegna l’”action plan” nazionale contro l’evasione e per la trasparenza, come del resto fanno tutti, composto di direttive anti-riciclaggio, norme e raccomandazioni per poter accedere subito alle informazioni sui titolari effettivi che controllano o traggono benefici dai “trust”. «Tutti i Paesi devono applicare le regole di trasparenza» contro l’evasione, è la sua parola d’ordine; su questa materia, «l’Italia trarrà molti benefici». «Cito la Svizzera, dove abbiamo un flusso di evasione molto significativo ». Perciò, basta: «Si devono chiudere i rubinetti. Ci sono tante persone che non pagano tasse e non è giusto». Nella conferenza stampa finale, Letta ribadisce che il paese «ha i conti a posto», che «rispetterà gli impegni» in sede Ue e che non è un «sorvegliato speciale». Anche sulla spinosa questione dei rincari Iva trova la maniera di dire e non dire, smorzando sul nascere qualsiasi diatriba: «Decideremocollegialmente come sempre fatto in questi 45 giorni». «Torno in Italia carico di energie positive », è la sua sintesi del summit, il primo nella nuova veste. Ma anche consapevole che «le fibrillazioni politiche continueranno». «Io però resto iperconcentrato sugli obiettivi del programma di governo», assicura prima rientrare a Roma.
I dieci comandamenti per la lotta all’evasione e ai paradisi fiscali sono un vademecum concreto che, se applicato, potrebbe davvero segnare l’inizio di un cambiamento. C’è scritto, per esempio, che le autorità fiscali del mondo dovrebbero automaticamente condividere le informazioni per combattere gli evasori. Che vanno cambiate le regole che permettono alle imprese di spostare i loro profitti oltre confine. Che le multinazionali devono dire alle autorità quante tasse pagano e dove. Che serve una glasnost delle strutture societarie. Ci sono anche norme di trasparenza per le compagnie del settore delle estrazioni, richiami contro il protezionismo e la burocrazia. La ricetta per crescere è quella di sempre: «Sostegno alla domanda, sicurezza delle finanze pubbliche e riforme».
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