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I grandi di Davos tifano hi tech Ma temono i nuovi monopoli

L’economia digitale ha bisogno di tre cose: investimenti in infrastrutture, regole per la gestione dei dati, cercando il giusto equilibrio tra privacy e sicurezza, e una cornice unica per garantire che le regole siano uguali in tutta Europa. Lo hanno spiegato alla Cancelliera tedesca Angela Merkel, al World Economic Forum di Davos, in un incontro riservato, una decina di grandi capi delle maggiori aziende tecnologiche mondiali, tra cui il presidente di Google, Eric Schmidt, il numero uno di Sap, Bill McDermott, il ceo di Vodafone, Vittorio Colao, l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, Sheryl Sandberg, chief operating officer di Facebook e il ceo di Simens, Joe Kaeser. 
L’agenda digitale è uno dei progetti che stanno più a cuore a Frau Merkel, per rilanciare l’economia europea. Ma la tecnologia è una formidabile opportunità per l’intero pianeta, ad ascoltare i principali attori. «Vedo un film, di cui conosco la fine, e siamo solo all’inizio: è una storia in cui tutti sono connessi ad alta velocità», afferma Colao. Con «istruzione per tutti, gestione della propria salute, pagamenti con il telefonino». Eric Schmidt è «il più ottimista di tutti». Dice: «Grazie alle macchine diventeremo tutti molto più smart. Immagino una nuova generazione di tecnologie, che renderanno l’energia più efficiente e l’istruzione accessibile a tutti». Per Sheryl Sandberg, la tecnologia, soprattutto social, aiuta ad «includere le donne», che hanno un ruolo fondamentale per crescere le generazioni future, ma che in troppi luoghi del mondo sono escluse da scolarizzazione, accesso a Internet e posti di potere. «La questione chiave è trovare un consenso globale che permetta di conciliare il progresso tecnologico con i diritti dei cittadini. E’ fondamentale per avere un happy ending», sostiene Nadella. Facendo attenzione anche al rischio di posizioni dominanti e monopoli, mette in guardia Colao. Che forse pensa proprio a Google, anche se Vodafone e l’azienda californiana collaborano a un nuovo sistema di palloni per portare Internet nelle aree più remote del pianeta. Anche la paura dell’innovazione che distrugge posti di lavoro viene liquidata con questi numeri da Schmidt: «Ogni posto di lavoro tecnologico ne crea altri 5-7 non tecnologici. Se ci fosse un vero mercato unico europeo, innovazione e tencologia creerebbero 4 milioni di nuovi lavori». Eccesso di ottimismo? Mercoledì sera il premio Nobel per l’Economia, Robert Shiller, discutendo sui fondamentali dell’economia di Internet aveva spaventato così i partecipanti alla cena: «Alcuni pensano che l’unico rischio sia quello che misuriamo sul mercato azionario. Dimenticatevelo: ce ne sono molti altri. Qualcosa di grande succederà, non so che cosa e non so quando accadrà, ma sarà rivoluzionario per la società. Abbiamo davanti un’enorme incertezza».

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