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I fondi spingono la raccolta totale a quota 1,4 miliardi

Cambio di marcia. L’industria del risparmio gestito spinge sull’acceleratore e chiude il terzo trimestre 2012 con i conti in attivo per 1,4 miliardi. Un risultato in decisa controtendenza rispetto ai due trimestri precedenti. La boccata d’ossigeno è arrivata dalle gestioni collettive che hanno portato in dote complessivamente 3,3 miliardi, mentre per quelle di portafoglio il dato è negativo per 1,9 miliardi. A tirare la volata del settore è stato il comparto dei fondi aperti che da solo ha registrato una raccolta netta di poco inferiore a 3 miliardi. In uscita, invece, i capitali dai forzieri dei prodotti assicurativi (-826 milioni) e dalle gestioni patrimoniali, mentre tengono le posizioni i patrimoni previdenziali, positivi per 682 milioni. In netto recupero anche il patrimonio gestito che, con una crescita del 3,7% rispetto alla fine di giugno, si è attestato a quota 992 miliardi, sfiorando la soglia psicologica dei 1.000 miliardi. Sono dati incoraggianti, quindi, quelli che emergono dalla dalla mappa elaborata trimestralmente da Assogestioni sull’andamento dell’industria del risparmio gestito in Italia, soprattutto per il comparto fondi comuni. E a proposito di questi ultimi, i numeri mostrano chiaramente il continuo (e crescente) interesse per i prodotti obbligazionari che nel trimestre hanno incassato 8,4 miliardi. Con questo dato ha così superato 17 miliardi il saldo della categoria da inizio anno.
In netta ripresa anche i flessibili, tornati in attivo per 2,4 miliardi, mentre i risparmiatori continuano a uscire dai fondi di liquidità, l’unica tipologia che ha peggiorato le posizioni rispetto al trimestre precedente, passando da un deficit di 311 milioni a una voragine di 5,2 miliardi. Un segno evidente del declino di questa categoria. C’è il segno meno anche a fianco degli azionari, ma il dato è meno negativo di quello precedente (-1,3 miliardi contro -3,4 precedenti).
Ancora una volta a tenere le redini del sistema fondi sono stati i prodotti esteri che in tre mesi hanno incassato quasi 5 miliardi. Un dato importante che tuttavia non è stato sufficiente a compensare il risultato negativo accusato dai fondi di diritto italiano (-2 miliardi).
Dal versante dei gruppi del risparmio, infine, sono quelli che hanno puntato sui fondi comuni a essersi comportati meglio nel terzo trimestre. Il campione d’incassi è stato il Banco Popolare che ha venduto fondi aperti per 1,1 miliardi e ha incassato complessivamente 1,4 miliardi. Copione analogo per Ubi Banca in attivo per 835 milioni (816 attraverso i fondi), Azimut che ha raccolto 510 milioni (457 con i fondi), Deutsche Bank (260 milioni) e Am Holding (202 milioni). Ha invece puntato sulle gestioni Ersel (285 milioni dei quali 190 con le Gpm). Tra le società estere è stata Invesco quella che nel trimestre ha incassato di più con un saldo di 545 milioni. Pollice verso, invece, per Intesa Sanpaolo (-1,3 miliardi), Generali (-786 milioni) e Pioneer (-563 milioni).

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