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I fondi libici: dissequestro per le quote in UniCredit

Nuova puntata nella partita che vede opposti la Lybian Investment Authority (Lia) e i giudici italiani sulle partecipazioni detenute dai libici nel nostro paese. Ieri i legali della Lia, come riportato dall’agenzia Radiocor, hanno chiesto il dissequestro della quota controllata dal fondo sovrano libico in UniCredit, pari all’1,256% e messa sotto sequestro nel marzo scorso, insieme alle altre partecipazioni di Tripoli in Italia, durante la repressione da parte di Gheddafi sui ribelli. La richiesta, su cui il procuratore generale ha ribadito parere negativo, è stata depositata presso la quarta sezione della Corte di appello che si è riservata di decidere. Dopo la Lia, poi, anche Lafico (Lybian Foreign Investment Company, controllata al 100% dalla Lia ma gestita autonomamente) ha avanzato analoga richiesta per le sue partecipazioni in Fiat (0,33%), Fiat Industrial (0,33%) e Juventus (1,5% circa): l’udienza è stata fissata per il 13 novembre.
«Per UniCredit – ha spiegato il legale di Lia, Fabrizio Petrucci – non c’è nessun motivo per non concedere subito il dissequestro. La Guardia di Finanza precisa che ad oggi Lia è proprietaria in UniCredit dello stesso pacchetto di azioni, non una in più, non una in meno» rispetto a marzo scorso. La richiesta di dissequestro avanzata dal fondo libico ruota attorno a un recente accertamento delle fiamme gialle. Secondo il documento firmato dalla Gdf e datato 16 ottobre, UniCredit ha comunicato che al fine della partecipazione all’assemblea dell’11 maggio scorso «relativamente alla Lybian Investment Authority ci sono pervenute da “Société Générale Securities Services” su richiesta della Euroclear Bank due comunicazioni di partecipazione al sistema di gestione accentrata Monte titoli, entrambe datate 10 maggio 2012 e scaturenti dall’invito rivolto alla Lia per la partecipazione all’assemblea ordinaria e straordinaria di UniCredit». In più «dall’esame delle “comunicazioni di partecipazione”, emerge come le quantita complessive di azioni in esse indicate dalla Société Générale Securities Services e riferibili al cliente Lia siano pari a quelle effettivamente sottoposte a sequestro preventivo il 28 marzo scorso presso la UniCredit spa di Roma (72.723.442 azioni)». Nell’ultima udienza la Corte aveva ritenuto di dover attendere l’esito del controllo delle fiamme gialle sulla proprietà delle quote. Per i giudici capitolini non vi era infatti certezza sull’appartenenza alla Lia delle partecipazioni in Finmeccanica (2,01%) e in UniCredit. Mentre il nodo della proprietà è stato sciolto per il pacchetto detenuto in Eni (0,572%), sbloccato a luglio.

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