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I fondi immobiliari alla cassa

di Giovanni Galli 

Per i fondi immobiliari liquidati entro lo scorso 31 dicembre, l'imposta sostitutiva potrà essere versata entro il 31 marzo senza alcuna sanzione. Inoltre, con riferimento ai fondi immobiliari che conservano la disciplina di favore prevista dal decreto legge n. 351 del 2001, potrà essere rilasciato il certificato di residenza ai fini della possibile applicazione delle disposizioni convenzionali. Sono queste alcune delle indicazioni che emergono dalla circolare dell'agenzia delle entrate n. 2 di ieri con la quale l'amministrazione finanziaria ha fornito i propri chiarimenti in merito all'intervento sui fondi immobiliari disciplinato con il decreto legge n. 78 del 2010.

Una prima osservazione attiene alle nuove disposizioni in materia di residenza fiscale dei fondi immobiliari in relazione ai quali, gli uffici finanziari sono tenuti a rilasciare – su richiesta della SGR – i certificati di residenza per l'applicazione delle Convezioni per evitare le doppie imposizioni relativamente ai fondi immobiliari istituiti in Italia. Tuttavia, considerato che le Convenzioni contro le doppie imposizioni sono generalmente applicate in base alla reciprocità di trattamento, le Autorità estere potrebbero subordinare il riconoscimento del trattamento convenzionale ai fondi italiani al riconoscimento dello stesso trattamento in Italia per i fondi esteri.

Più in generale, l'intervento normativo prevede una netta suddivisione tra i cosiddetti fondi istituzionali e quelli non istituzionali. Per i primi si rende applicabile l'intero regime fiscale previsto dal decreto legge n. 351 del 2001. Per quanto riguarda i redditi conseguiti dai partecipanti ai fondi immobiliari, le modifiche apportate dal decreto legge n. 70 del 2011 prevedono l'imputazione per trasparenza dei redditi conseguiti dal fondo e rilevati nei rendiconti di gestione in capo ai partecipanti che possiedono quote di partecipazione al fondo superiori al 5 per cento del valore dello stesso. Tale regime non si applica ai partecipanti “istituzionali” di cui al comma 3 sia nel caso in cui partecipino ad un fondo “istituzionale” sia nel caso in cui partecipino ad un fondo diverso da quelli “istituzionale”. Inoltre, per i partecipanti non istituzionali che possiedono quote di partecipazione al fondo superiori al 5 per cento il nuovo comma 4-bis dell'articolo 32 del decreto legge n. 78 del 2010 (introdotto dall'articolo 8, comma 9, lettera c), del decreto legge n. 70 del 2011) prevede inoltre l'applicazione di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura del 5 per cento sul valore medio delle quote detenute alla data del 31 dicembre 2010.

Di particolare rilevanza sono i chiarimenti forniti dall'amministrazione finanziaria in merito alle ultime disposizioni dettate con il decreto legge n. 70 del 2011 in relazione alla possibilità, per la SGR di deliberare la liquidazione dei fondi immobiliari che alla data del 31 dicembre 2010 presentavano un assetto partecipativo diverso da quello ora previsto per i fondi istituzionali e nei quali almeno un partecipante non istituzionale deteneva una quota di partecipazione superiore al 5 per cento. In tal caso, è dovuta un'imposta sostitutiva pari al 7 per cento del valore netto del fondo risultante dal prospetto redatto al 31 dicembre 2010 e un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'IRAP nella misura del 7 per cento sui risultati conseguiti dal 1° gennaio 2011 e fino alla conclusione della liquidazione. Proprio in materia di liquidazione dei fondi che non rientrano più nelle nuove disposizioni, la circolare dell'agenzia delle entrate fornisce alcune interessanti indicazioni in merito alla determinazione dell'importo sul quale applicare l'imposizione prevista dalla legge. Posto che la liquidazione i questione deve essere conclusa nel termine massimo di cinque anni, il versamento dell'imposta sostitutiva può essere effettuato entro il 31 marzo senza alcuna sanzione. Viene precisato come nel periodo di liquidazione del fondo la SGR svolge un'attività finalizzata alla progressiva dismissione degli attivi del fondo ed al rimborso dei debiti contratti e non può svolgere la tipica attività di gestione del patrimonio stesso. Quindi, ne deriva che l'attività del fondo nel periodo di liquidazione deve essere limitata alla realizzazione dell'attivo per far fronte alle passività del fondo stesso ed alla ripartizione del residuo tra i partecipanti. Pertanto, successivamente alla delibera di liquidazione non possono essere effettuati nuovi investimenti da parte della SGR.

Ferma restando l'applicazione dell'imposta del 7 per cento sul valore netto del fondo alla data del 31 dicembre 2010, la società di gestione del risparmio applica sui risultati conseguiti dal 1° gennaio 2011, come rilevabili dai prospetti, e fino alla conclusione della liquidazione, un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'IRAP nella misura del 7 per cento.

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