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I figli sono tutti uguali

Addio alla distinzione tra figli legittimi e naturali. E il primo passaggio è la cancellazione con un tratto di penna di tutte le norme che contengono questa espressione. Al loro posto potrà essere utilizzata solo ed esclusivamente la dicitura “figli nati fuori dal matrimonio”.

A partire dall’atto di nascita e dalle relative annotazioni, quindi, dovranno essere indicate le generalità di entrambi i genitori che riconoscono il figlio nato fuori dal matrimonio e non più il figlio naturale. Questo il contenuto della bozza dello schema di Dpr recante il regolamento di attuazione dell’art. 5, comma 1, legge 219/2012 in materia di riconoscimento dei figli naturali. Il testo, licenziato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 ottobre (si veda ItaliaOggi del 31 ottobre 2014), è ora al vaglio del Consiglio di stato chiamato, quindi, ad esprimere il parere in merito ad un impianto normativo che si pone l’obbiettivo di eliminare le restanti distinzioni tra figli legittimi e figli naturali attraverso il riordino dell’ordinamento dello stato civile così come disciplinato dal dpr n. 396/2000. Partendo dalle iscrizioni e dalle trascrizioni, il testo prevede che debbano essere inseriti all’interno dell’archivio informatico contenuto in ciascuna anagrafe gli atti di riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio. Allo stesso tempo, poi, all’interno dell’atto di nascita e delle relative annotazioni dovranno essere inseriti non solo, luogo, anno, mese, giorno e ora di nascita ma anche le generalità, la cittadinanza sia dei genitori che rendono la dichiarazione di riconoscimento del figlio nato nel matrimonio nonché di quelli che rendono la dichiarazione di riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio. A scomparire, di conseguenza, l’obbligo a carico dell’ufficiale di stato civile di annotazione della legittimazione per susseguente matrimonio. Quando, invece, contemporaneamente alla celebrazione del matrimonio gli sposi dichiarano di riconoscere i figli nati fuori dal matrimonio, la dichiarazione è inserita nell’atto stesso.

Sempre sul fronte del riconoscimento, la bozza di regolamento prevede che chi intende riconoscere un figlio nato fuori dal matrimonio davanti all’ufficiale dello stato civile deve dimostrare che nulla osta al riconoscimento ai sensi di legge. Cade, poi, la dicitura di figli incestuosi sostituita da quella di “figli nati da persone tra le quali esiste un vincolo di parentela in linea retta all’infinito o in linea collaterale nel secondo grado ovvero di vincolo di affinità in linea retta”. Si abbassa, inoltre da 16 a 14 anni, il limite di età in base al quale il figlio nato fuori dal matrimonio può essere ricevuto dall’ufficiale dello stato civile in mancanza del consenso del genitore che lo ha riconosciuto per primo o della sentenza del tribunale per i minorenni che tiene luogo del consenso mancante.

Infine, chiarimenti in arrivo anche sul fronte del cognome. Il figlio maggiorenne che subisce la variazione del cognome , a seguito della variazione di quello del genitore da cui il cognome deriva, nonché il figlio nato fuori dal matrimonio, avrà la possibilità di scegliere, entro un anno dal giorno in cui ne viene a conoscenza, di mantenere il cognome portato precedentemente.

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