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I dubbi di Bruxelles sui conti francesi

Alla ricerca di una svolta di politica economica, che metta l’accento sul rilancio della congiuntura, la Commissione europea terrà oggi qui a Strasburgo una impegnativa riunione dei commissari, chiamati a finalizzare il nuovo piano di investimenti da 300 miliardi di euro, proposto a suo tempo dal presidente dell’esecutivo comunitario Jean-Claude Juncker. Nel contempo, il collegio dovrà anche approvare le attese opinioni sulle Finanziarie nazionali, la cui pubblicazione è prevista per venerdì, mettendo in luce i rischi nei bilanci più fragili.
Le ultime indicazioni raccolte tra Bruxelles e Strasburgo fanno pensare a un via libera delle Finanziarie più controverse, non pienamente in linea con gli impegni europei, compresa quella italiana (si veda Il Sole/24 Ore di domenica). In occasione della prevista riunione di oggi ci sarà «una decisione politica su tutti e su tutto», spiegava ieri un alto funzionario europeo. Particolarmente controverso è il bilancio francese, che nel 2015 mostrerà ancora una volta un deficit sopra al 3,0% del prodotto interno lordo (al 4,3%).
La Commissione europea avrebbe deciso che in questo difficile momento sociale ed economico è preferibile evitare di chiedere ai paesi più in difficoltà nel rispettare gli impegni europei nuove misure di finanza pubblica. «Vogliamo aspettare la chiusura del bilancio relativo al 2014 e toccare con mano gli sforzi dei governi europei nel modernizzare le loro economie nazionali», spiegava ieri sera un esponente comunitario. «Non esiteremo tuttavia a sottolineare i rischi che osserviamo».
Salvo sorprese dell’ultimo minuto, l’esecutivo comunitario dovrebbe quindi dare alla Francia, ma anche all’Italia e al Belgio, più tempo per risanare i conti pubblici, purché nel frattempo accelerino sul versante delle riforme economiche. Un nuovo esame ci sarà tra febbraio e marzo quando la Commissione pubblicherà nuove previsioni sul futuro della congiuntura e delle finanze pubbliche. «Decisioni sulle prossime tappe verranno prese a quel punto», aggiungeva l’esponente comunitario.
Non tutti sono d’accordo con questa scelta. Il commissario tedesco Günther Oettinger, responsabile dell’Economia digitale, ha pubblicato un articolo sul Financial Times molto critico dei mancati sforzi francesi per risanare i conti pubblici. Mentre in un’intervista a Focus, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha proposto che al commissario agli affari economici sia affidato «un diritto di veto sui bilanci nazionali che violano i criteri di stabilità europea».
Non era chiaro ieri sera che cosa intenda esattamente l’esponente politico democristiano, visto che la Commissione europea ha già oggi il potere di respingere il bilancio nazionale (anche se la decisione ultima sul futuro di una Finanziaria spetta al Parlamento nazionale). La Germania è pronta ad andare più in là? È possibile. «Dobbiamo mostrare che vogliamo insieme muoverci verso una unione di bilancio», ha detto Schäuble. Dinanzi alle richieste tedesche di una cessione di sovranità, Parigi e Roma potrebbero cogliere l’occasione per tornare a chiedere in cambio una graduale mutualizzazione dei debiti.
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