Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

I dubbi Consob bloccano il riassetto Prelios

MILANO — Lunedì sarebbe dovuto partire l’aumento di capitale da 185 milioni, interamente garantito da un pool di banche, che servirà a ristrutturare il debito di Prelios e a risanare il gruppo di servizi immobiliari nato da una costola della Pirelli.
Invece, dopo un rinvio di un paio di settimane, giustificato dalla complessità dell’operazione e dal numero di soci finanziari e industriali coinvolti, ieri l’iter burocratico delle autorizzazioni si è arenato improvvisamente. Non solo non è stata inviata a Borsa Italiana la richiesta di autorizzazione per far partire l’aumento, ma non è stata neppure inoltrata la richiesta di un rinvio. Pare infatti che la Consob abbia dato di massima il via libera all’operazione, facendo però qualche rilievo. E per analizzare le obiezioni sollevate dalla Commissione, i legali di tutte le parti coinvolte hanno ripreso in mano il dossier per assicurarsi che possa essere escluso ogni rischio futuro. Tanto è bastato per creare molto nervosismo tra gli advisor dell’operazione di ricapitalizzazione nonché tra il consorzio di garanzia. Anche perché dopo il via libera dell’assemblea di Prelios alla ristrutturazione del debito che passa per l’aumento di capitale, fermare l’aumento del gruppo immobiliare potrebbe avere delle ricadute anche sull’altro riassetto in corso, vale a dire quello ai piani superiori che vede la Camfin oggetto di un’Opa da parte di un veicolo guidato da Marco Tronchetti Provera, dal fondo Clessidra di Claudio Sposito e da Intesa e Unicredit, cioè le banche coinvolte nella ristrutturazione del debito di Prelios. Con il 14% del capitale, la holding che controlla Pirelli è infatti il primo azionista della società immobiliare mentre il gruppo degli pneumatici è il principale creditore (è esposto per 174 milioni). E il prospetto dell’offerta da 0,80 euro sul titolo Camfin è stato già consegnato alla Consob ed è in fase di verifica e salvo intoppi l’offerta dovrebbe partire a metà luglio e concludersi il 5 agosto. Ieri intanto le azioni di Prelios hanno chiuso a 0,62 euro in calo dello 0,87%, segno che il mercato non solo scommette che il riassetto del gruppo andrà in porto, ma che la ristrutturazione guidata dall’ad Sergio Iasi e dal vice presidente Massimo Caputi avrà successo. In Borsa il titolo vale infatti il 5% in più rispetto al prezzo dell’aumento di capitale che è stato fissato a 0,59 euro.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non chiamatela più utility locale. Il gruppo A2a cerca il salto di categoria: da società dei servi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo la crisi, scatta la "riscrittura" del Recovery Plan da parte del Parlamento. Il documento di 16...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A2A lancia il piano industriale al 2030 per riposizionare l’azienda, «passando dal mezzo al fine,...

Oggi sulla stampa