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I documenti si recuperano anche nel contenzioso

Nel rispetto del giusto processo, il contribuente può esibire nel corso del giudizio i documenti che non ha potuto produrre in sede di verifica o di controllo da parte degli uffici o della Guardia di Finanza.
Per la Cassazione, è ammissibile produrre la documentazione in giudizio non esibita in sede di verifica «per la manifesta difficoltà di reperimento da parte» del contribuente «come opportunamente registrato dai verbalizzanti». E’ infondato l’atto delle Entrate, che aveva proposto ricorso per Cassazione contro la sentenza 141/29/2009, della Commissione tributaria regionale della Lombardia, depositata il 16 novembre 2009. Per la Cassazione, sentenza 27595/2013, depositata il 10 dicembre, va confermata la sentenza dei giudici di secondo grado, considerato che nel caso in esame non esiste «alcuna ipotesi di rifiuto di esibizione o sottrazione» della documentazione poi prodotta in giudizio. Di conseguenza, la norma di cui all’articolo 52, del decreto Iva, Dpr 633/1972, non è applicabile perché non si è verificato un «comportamento teso scientemente a porre in essere» atti omissivi per intralciare e condizionare la verifica.
Per negare l’utilizzazione della documentazione in sede amministrativa o contenziosa, è sempre necessario che la documentazione sia stata chiesta in sede di verifica e che alla richiesta di esibizione il contribuente fosse in possesso di quanto chiesto o fosse da lui agevolmente e tempestivamente reperibile, in originale o in copia, presso chi la possedeva (in senso conforme, Cassazione, sentenze 21768/09 e 7269/09). Si ricorda che l’articolo 52 del decreto Iva, stabilisce che i libri, registri, scritture e documenti di cui è rifiutata l’esibizione non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente ai fini dell’accertamento in sede amministrativa o contenziosa.
Per rifiuto di esibizione, si intendono anche la dichiarazione di non possedere i libri, registri, documenti e scritture e la sottrazione di essi alla ispezione. Nel caso esaminato dalla Cassazione, che ha respinto il ricorso dell’Agenzia, sono quindi utilizzabili i documenti non esibiti in sede di verifica perché di difficile reperimento, non superabile con l’ordinaria diligenza. D’altra parte, osserva la Cassazione, l’accertamento di fatto che i documenti prodotti in giudizio fossero di difficile reperimento al momento della verifica non forma oggetto di censura nel ricorso per Cassazione dell’ufficio e, quindi, respinge il ricorso dell’ufficio.

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