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I dati macro spingono l’Europa Piazza Affari ha chiuso con un rialzo dell’1,84% – Spread BTp-Bund giù a quota 245

I mercati azionari iniziano la settimana con il piglio giusto. Confortati da buoni dati macro e da un nuovo stallo su un intervento militare in Siria (il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, premio Nobel per la pace nel 2009, ha passato la palla al Congresso da cui si attende il verdetto su un’azione militare) le Borse europee hanno chiuso la seduta al galoppo, sui massimi di giornata con l’indice Eurostoxx 50 che ha guadagnato l’1,94%. In una giornata in cui da Wall Street (chiusa per il Labor Day) non sono arrivate indicazioni.

Ma procediamo con ordine: la cronistoria della giornata finanziaria parte dalla Cina dove l’indice Pmi manifatturiero ad agosto è salito al top degli ultimi 16 mesi. A questo dato ha fatto seguito l’analogo indice sull’industria dell’Eurozona, cresciuto a 51,4 punti dai 50,3 del mese precedente. È piaciuto in particolare il dato sulla periferia dell’area euro con il Pmi di Spagna (51,1) e Italia (51,3) che ha segnato il maggiore aumento da oltre due anni, al di là dei 50 punti (che delimitano la soglia di espansione dalla contrazione economica). Certo, non è ancora il caso di parlare di ripresa anche dalle parti di Madrid e Roma (che dovrebbero chiudere il 2013 in recessione a differenza della Germania che nei primi sei mesi dell’anno è cresciuta dello 0,7%) ma è comunque un segnale che è piaciuto agli investitori. Non a caso sono tornati gli acquisti anche sui bond periferici in una giornata in cui il Bund tedesco ha invece ritracciato (il rendimento dei decennali è salito dell’1,87%). Questa dinamica ha favorito un raffreddamento dello spread BTp-Bund a quota 245, rispetto ai 255 punti della vigilia.

A Piazza Affari – che ha chiuso tonica con il Ftse Mib a +1,84% – hanno brillato in particolare i titoli bancari (che hanno beneficiato del calo dello spread) e i telefonici (in scia al risiko in corso tra gli operatori, amplificato dalla cessione da parte di Vodafone della quota in Verizon Wireless per un controvalore di 130 miliardi di dollari). Tra le performance migliori si segnalano Intesa Sanpaolo (+3,23%) inserita tra le azioni preferite di Credit Suisse e Telecom Italia (il titolo è salito del 3,87% a 0,55 euro con forti scambi: sono passate di mano 255 milioni di azioni contro una media quotidiana dell’ultimo mese di Borsa di 95 milioni di “pezzi”). Nel lusso, bene Tod’s (+2%) che festeggia l’innalzamento del prezzo obiettivo da parte di Hsbc (da 135 a 160 euro). Segno meno per Saipem penalizzato dal calo del prezzo del petrolio.

Sul fronte valutario il dollaro consolida il recupero delle ultime sedute sull’euro e si rafforza sullo yen. La salute del biglietto verde ha depresso le quotazioni dell’oro che non è riuscito a riportarsi oltre i 1.400 dollari l’oncia.

In settimana, i riflettori sono puntati sul Beige Book della Fed (domani), sulle riunioni di BoE e Bce (giovedì) e sul tasso di disoccupazione Usa (venerdì), dato fondamentale per le decisioni di politica monetaria della Banca centrale americana. Il 17-18 settembre (quattro giorni prima delle elezioni federali tedesche per il rinnovo del Bundestag) si riunisce il Fomc (consiglio operativo della Fed). Solo allora si saprà se il governatore Ben Bernanke inizierà già da settembre a ridurre il piano di stimoli monetari (tapering) in scia al quale i fondi di investimento hanno già iniziato da settimane a ritirare capitali dai Paesi emergenti.

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