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I conti segreti e il fisco Sentenze opposte

L’evasione fiscale non è uguale per tutti, dipende dalla città in cui vivi. E così, un documento che a Treviso o a Verbania è considerato prova di un illecito, se trasferito a Milano o a Pinerolo diventa carta straccia. Il documento in questione è l’ormai celebre lista Falciani, l’elenco che l’informatico italo-francese Hervé Falciani sottrasse da un computer della Hsbc di Ginevra e che contiene i nomi di 300 mila stranieri con il conto in Svizzera. Le generalità degli esportatori di capitali del Belpaese sono state trasmesse dal fisco francese (che ne era entrato in possesso) alle autorità italiane smistate alle varie commissioni tributarie di competenza. I procedimenti stanno giungendo a maturazione con risultati opposti.
Ultimi a pronunciarsi sono stati i giudici del fisco di Verbania che hanno condannato un imprenditore che aveva depositato alle Hsbc di Ginevra circa 220 mila euro. I giudici si sono domandati prima di tutto se fossero utilizzabili informazioni di natura illegale (l’atto di pirateria informatica di Falciani). La commissione ha stabilito che la normativa europea «prevede lo scambio di “ogni” (e dunque nessuna esclusa a prescindere dalla fonte) informazione atta a permettere una corretta determinazione delle imposte».
Non erano stati di questo avviso i giudici tributari di Milano i quali nel gennaio scorso si erano meravigliati di come l’Agenzia delle Entrate avesse potuto utilizzare quei dati su un altro contribuente. «Falciani — scrissero allora i giudici — si è reso colpevole di fatti che racchiudono il delitto di accesso abusivo a un sistema informatico e di appropriazione indebita». Paradossalmente, era stata la conclusione, i pubblici ufficiali italiani potevano incorrere nell’accusa di ricettazione.
In precedenza la commissione tributaria di Pinerolo aveva addirittura ordinato la distruzione dei dati contenuti sulla lista Falciani riguardanti un contribuente della zona. La parità tra pro e contro l’uso del famigerato elenco si ristabilisce facendo appello a una pronuncia dei giudici di Treviso: questi ultimi hanno respinto il ricorso contro un accertamento subito da due imprenditori della zona a cui era stata contestata la presenza di 2,5 milioni di euro sui conti della banca ginevrina. Anche in quella circostanza era stato richiamato il principio della piena collaborazione giudiziaria nel contrasto dell’illegalità.
E mentre la giustizia italiana si divide sul trattamento delle scottanti rivelazioni di Falciani, l’informatico italo-francese vive ore di ansia. Attualmente vive sotto protezione in Spagna ma è in attesa dell’esito di una domanda di estradizione avanzata nei suoi confronti dalla Svizzera che lo vuole arrestare per una serie di reati legati alla sfera del segreto bancario. Falciani in una intervista rilasciata nei giorni scorsi a El Pais ha detto di temere per la sua vita.

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