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I conti scudati in Anagrafe saldi

Conti scudati tra l’incudine e il martello della nuova anagrafe dei movimenti finanziari. Al momento infatti, secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare, l’Agenzia delle entrate non ha scritto l’orientamento definitivo sulla modalità di comunicazione dei conti aperti post scudo fiscale, da parte degli intermediari finanziari. Le strade ancora aperte vanno in due direzioni diametralmente opposte. Da un lato ci sarebbe l’opzione di far indicare per i conti, aperti dopo il rimpatrio dei capitali, un generico saldo zero, che preservi da occhi e calcoli indiscreti; dall’altro, invece, c’è lo spauracchio di una richiesta, come per tutti gli altri conti correnti, di indicare il saldo iniziale e il saldo finale del conto vanificando così la natura riservata e esponendo sotto gli occhi del fisco le evidenze patrimoniali di chi ha riportato, seguendo la normativa, i capitali detenuti in maniera illecita all’estero con le operazioni degli scudi fiscali.

Il nodo potrebbe essere sciolto proprio domani quando è stata prevista un’ultima riunione tecnica con i rappresentanti delle sole banche italiane ed estere per chiarire proprio gli ultimi dubbi in vista della sigla definitiva del provvedimento sull’anagrafe dei movimenti finanziari. In parte c’è da ricordare che gli intermediari già segnalano l’esistenza del conto quando si fa la comunicazione all’archivio dei rapporti finanziari ma è una segnalazione per così dire formale e non contenutistica come invece sarebbe quella richiesta dall’attuazione delle comunicazioni dei saldi finanziari.

Il provvedimento. Su un punto i dubbi dei tecnici sono stati chiariti (si veda ItaliaOggi del 13/3/2013) ed è quello delle date in cui trasmettere, da parte degli intermediari finanziari, i movimenti richiesti. Si partirà dopo un po’ di stop and go il 31 ottobre 2013 per l’invio dei dati relativi all’anno 2011; sarà poi il 31 marzo 2014 la scadenza utile per l’invio dei dati relativi al 2012 e infine a regime gli intermediari dovranno segnare nell’agenda fiscale degli adempimenti il 20 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento a regime, ossia dal 20 aprile 2014 relativamente all’anno 2013.

Il messaggio che arriva dall’Agenzia delle entrate è chiaro: intanto la comunicazione non sostituisce ma si aggiunge alle informazioni che vengono inviate dagli stessi intermediari tramite l’archivio rapporti finanziari. E poi un avviso ai naviganti fiscali: «Con successivo provvedimento», si legge nel documento in possesso di ItaliaOggi, emanato ai sensi dell’art. 11, comma 4, del decreto-legge del 6 dicembre 2011 n. 201, «verranno definiti i criteri con cui l’Agenzia delle entrate in via esclusiva provvederà all’elaborazione con procedure centralizzate, di specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione».

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