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I conti migliorano, ma allarme consumi

di Leonardo Rossi

Sono migliorati i conti pubblici, nel terzo trimestre 2010. Il deficit in rapporto al pil è sceso al 3,2%, dal 3,9% nel trimestre, mentre nell'anno il calo si è fermato al 5,1% dal 5,5% dell'anno scorso. Ma Confcommercio ha lanciato ieri l'allarme sui consumi delle famiglie italiane che, a suo dire, «sono tornati al livello del 1999, con una contrazione media annua nel 2008 e nel 2009 del 2,1%». In questo scenario, per Confcommercio «la vera ripresa» dei consumi arriverà solo nel 2012..

Secondo l'Istat nello stesso tempo il saldo primario ( l'indebitamento al netto degli interessi passivi), già positivo luglio-settembre 2009 (circa 1 miliardo di euro) è quasi quadruplicato passando a 3,7 miliardi. Questo è però bastato solo a migliorare ma non a riequilibrare l'incidenza sui primi nove mesi dell'anno del saldo primario che infatti registra ancora un valore negativo pari a -0,6% a fronte del -0,9% dell'anno precedente. Insomma, l'economia non brilla, ma il governo tiene duro sui conti pubblici stringendo soprattutto i cordoni della borsa. Infatti i tecnici di Via Balbo hanno segnalato una buona discesa delle uscite totali la cui incidenza sul pil nei primi nove mesi dell'anno è al 48% contro il 49,2% di gennaio-settembre 2009. Inoltre, le entrate hanno registrato un +0,3% con un'incidenza sul pil giunta ora al 43%.

Ma vediamo il dettaglio dell'indagine. Nel terzo trimestre le entrate totali sono aumentate, su base annua, dell'1,7%. In tale periodo il rapporto tra le entrate totali e il pil è stato pari al 44% rispetto al 44,4 del terzo trimestre 2009. Nei primi nove mesi, invece, le entrate totali sono aumentate dello 0,3%, mentre a gennaio-novembre 2009 è stata registrato il calo del 2,3% con una incidenza rispetto al pil al 43,7% in quel periodo. Le entrate correnti hanno registrato, ancora nel terzo trimestre 2010, un aumento annuo del 2% dovuto alla crescita delle imposte indirette (+4,1%), di quelle dirette (+0,7%) e delle altre entrate correnti (+9,4%) e alla diminuzione dei contributi sociali (-0,3%). Quanto alle uscite totali, c'è stato un aumento su base annua dello 0,4% con il rapporto tra le uscite totali e il pil risultato pari al 47,3% (era 48,3% nel corrispondente trimestre del 2009). Nei primi nove mesi del 2010, invece, le uscite totali hanno registrato una diminuzione dello 0,4% (incidenza sul pil al 48%), un risultato importante perchè nel corrispondente periodo del 2009 è stato rilevato un aumento del 3,3% (incidenza sul pil al 49,2%). Nel dettaglio le uscite correnti hanno registrato sempre nel terzo trimestre un incremento annuo dell'1,6% e tale crescita si deve a un aumento dei redditi da lavoro dipendente (+0,3%), dei consumi intermedi (+0,7%), delle prestazioni sociali in denaro (+2,4%), degli interessi passivi (+3,9%) e delle altre uscite correnti (+1%).

Infine, il saldo corrente, cioè il risparmio. Nel terzo trimestre del 2010 è risultato negativo per 1,9 miliardi di euro (era -2,5 miliardi nello stesso periodo del 2009) con una incidenza sul pil pari a -0,5% a fronte del -0,7% del 2009. Stabile invece il saldo corrente nei primi nove mesi del 2010 a -2,5% in rapporto al pil.

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