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I conti Fonsai spaventano la Borsa

di Sergio Bocconi

MILANO — Conclusa la maratona dei consigli che ha dato l'ok a Unipol-Fonsai, in Borsa ieri si consuma il «day after»: Premafin senza Opa cade del 22%; Fonsai, con perdite e aumento saliti a 1,1 miliardi e margine di solvibilità crollato al 75%, cede l'8,30%; Unipol sulla scia del mercato lascia sul terreno il 3,32%.
I lavori domenica si sono chiusi tardi e gran parte delle comunicazioni ufficiali è arrivata ieri mattina. Finsoe, la holding controllata dalle coop e che detiene la maggioranza di Unipol, ha dichiarato di «condividere le ipotesi presentate» aggiungendo che «nei prossimi giorni avvierà le procedure necessarie per supportare l'operazione dal punto di vista finanziario», cioè per consentire a Finsoe di sottoscrivere la parte dell'aumento di Unipol da 1,1 miliardi. Il presidente di Finsoe Marco Pedroni ha detto in particolare che si tratta di «un'operazione di salvataggio molto rilevante per il sistema assicurativo nazionale», a cui Finsoe intende «partecipare in logica strettamente industriale», e ha sottolineato di apprezzare le modifiche portate al piano, con l'archiviazione dell'Opa su Premafin a favore di un aumento riservato ai bolognesi fino a 400 milioni.
Anche Fonsai ha comunicato di aver convocato l'assemblea a metà marzo per deliberare su un aumento di capitale salito d'importo da 750 milioni a 1,1 miliardi, visti i conti 2011, aggiornati rispetto alle stime di fine dicembre: la perdita netta consolidata sale da 925 milioni a 1,1 miliardi e il margine di solvibilità crolla dal 90% al 75%, quindi ampiamente al di sotto delle soglie regolamentari. Obiettivo è raggiungere un margine di solvibilità «pari almeno al 120%, indipendentemente dall'operazione di integrazione prospettata da Unipol».
Il rosso della compagnia (che nel 2010 ha già perso 928 milioni), è lievitato perché sono aumentati l'adeguamento delle riserve sinistri del ramo Rc auto, portato da 660 a 790 milioni, e le svalutazioni di immobili da 165 a 310 milioni. Dopo la due diligence di Unipol è stata fatta ulteriore «pulizia» di bilancio con l'effetto «choc» sul solvency ratio che testimonia la scarsa solidità della compagnia. L'amministratore delegato di Unipol Carlo Cimbri ha detto sulle perdite: «Non parlerei di sorpresa, bensì di conferma che le condizioni di Fonsai richiedono un intervento immediato e un'iniezione di capitale robusta». Il top manager ha quindi aggiunto che l'architettura dell'accordo sottoscritto è la «migliore per noi e penso per tutti». E sul ruolo della Consob (ieri Luigi Zanda del Pd ha presentato un'interrogazione al governo per verificare se sull'operazione riformulata ci sia stata «un'attività istruttoria svolta irritualmente dal presidente Giuseppe Vegas») ha sottolineato che «fin dal primo giorno abbiamo impostato la vicenda su un presupposto: qualsiasi operazione fossimo stati in grado di proporre doveva essere condivisa e trovare il gradimento da parte delle autorità di controllo, con le quali abbiamo avviato un confronto informale e costruttivo, volto a trovare la migliore soluzione. Ora ci sono una serie di passaggi tecnici, le assemblee, i consigli» dei diversi gruppi coinvolti, e l'avvio delle varie richieste autorizzative sulle quali si pronunceranno Consob, Isvap, Banca d'Italia e Antitrust».
In vista delle operazioni, Fonsai ha infine dato un nuovo mandato a Mediobanca per «la promozione del consorzio di garanzia per l'aumento di capitale nel contesto dell'ipotesi di integrazione». I contatti per la costituzione di un unico pool di banche sarebbero già stati avviati considerati i tempi stretti: l'aumento di Premafin dovrebbe partire ai primi di maggio, ed entro lo stesso mese verranno effettuate le ricapitalizzazioni di Unipol e Fonsai. Il maxi polo da 20 miliardi di premi nascerà entro fine anno.
 

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