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I conti Facebook non convincono i giganti Internet battono in ritirata

NEW YORK
— La prima prognosi del malato Facebook è una cartella double face. Il social network perde come temevano gli analisti: ma meno di quanto sospettato. E soprattutto lascia intravedere la possibilità di sviluppo in quel campo in cui si decideranno le sorti dell’hitech: e cioè il mercato dei tablet e dei telefonini. “È qui che aumenteremo la nostra forza” dice Mark Zuckerberg corso personalmente a rincuorare gli investitori. Soprattutto, insiste, grazie alla pubblicità sempre più social.
Il social network ha chiuso il suo primo trimestre di società pubblica con 1.18 miliardi di ricavi mentre gli analisti prevedevano 1.15 miliardi. Cresce insomma del 32 per cento. Che non è un numero eccezionale se confrontato col 45 per cento del primo trimestre dell’anno scorso e soprattutto con quel 104 per cento in più di fine anno che aveva fatto gridare al miracolo. Ma dopo il flop della quotazione di maggio, col debutto a 38 dollari e poi il crollo sotto i 30, le cifre potrebbero far bene sperare. Certo ci sono 157 milioni di perdite contro i 240 milioni di guadagni dell’anno scorso. Ma parte del rosso va addebitato proprio alla “compensazione” del titolo seguita alla spericolatissima Ipo: al netto i guadagni sarebbero stati di 295 milioni, in linea cioè con le aspettative della vigilia di 12 dollari ad azione. Allora la domanda
è: Facebook vince o perde?
Qui la reazione di Wall Street è indicativa: il titolo nelle contrattazioni after hours è sceso sotto i 25 dollari perdendo fino a oltre 10 per cento. Il giudizio insomma non è buono. Però gli utenti giornalieri crescono del 29 per cento toccando quota 950 milioni. Ed è soprattutto l’aumento degli utenti su telefonini e tablet — 543 milioni — la novità positiva: più 67 per cento. E’ qui che si gioca il futuro: sempre che più utenti voglia dire più pubblicità. Guardate cosa è successo a Zynga. Il social game sbarcato l’anno scorso in Borsa con una valutazione da un miliardo di dollari costituisce il 12 per cento dei ricavi di Facebook. Ma l’alleanza con Zuckerberg traballa adesso proprio sullo stesso terreno su cui si gioca la crescita del social network: il mobile.
Il lento tramonto dei pc e lo sviluppo di telefonini e tablet sta stravolgendo ogni mercato. A cominciare da quello pure fiorente dei social media. L’anno scorso Zynga aveva guadagnato 1.4 milioni di dollari su ricavi per 279 milioni. Con 332 milioni di ricavi oggi invece perde 22.8 milioni di dollari: 3 centesimi ad azione. Quant’è bastato ad affossare ulteriormente il titolo sceso del 40 per cento a 3 dollari. La situazione è così difficile da dover abbassare le stime per l’intero anno da 1.50 a 1.15 miliardi di dollari: ammettendo
senza mezzi termini “un veloce declino nei giochi del web”. Secondo Mark Pincus, fondatore e amministratore delegato, la colpa è però anche “dei cambiamenti che Facebook ha fatto alla propria piattaforma”. Ogni
restyling è un colpo per i clienti abituati alla vecchia interfaccia: e così sempre meno gente sceglie il social network per giocare. La verità è che sia mister Pincus che mister Zuckerberg hanno una sola via per tornare a fa risplendere
i loro giocattoli: invertire le cifre di chi consuma e dove. Gli 11 milioni di utenti di Zynga che giocano su telefonini e tablet sono troppo pochi rispetto ai 227 miioni incollati — ancora per poco — al web. Qui
l’aumento degli utenti mobile potrebbe davvero essere la svolta attesa da Facebook. Zuckerberg su questo insiste: le storie “sponsorizzate” dagli utenti e la pubblicità sociale, anche locale, sono il futuro. Se dico “mi piace”
su un ristorante, spiega, tutto il mondo mi segue. E già. Sempre che non dimentichi, com’è successo a Roma, di lasciare la mancia: e quindi perdere la faccia prima.

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