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“I conti correnti sono troppo cari si può risparmiare fino a 180 euro”

Cambiando conto corrente si possono risparmiare fino a 180 euro l’anno. Il dato, che emerge da un’indagine dell’Antitrust, sembra fare a pugni con il costo mediano di un conto, che va da un minimo di 53 a un massimo di 111 euro. Il problema è che il mercato presenta una grande varietà di costi, che possono andare da un minimo di zero (per un conto online) a un massimo di 192 euro. Quindi individuando il conto giusto si può risparmiare moltissimo. Il problema è che, osserva l’Antitrust, non solo cambiare banca, ma persino cambiare conto rimanendo correntisti dello stesso istituto in Italia rimane ancora una faccenda molto complicata, per via della scarsità delle informazioni disponibili e per «la presenza di elementi contrattuali in grado di generare un aumento degliswitching costs da sostenere in caso di migrazione da un istituto di credito a un altro », come nel caso di un mutuo o di un conto titoli. Il sistema italiano presenta inoltre un elevato tasso di concentrazione: il 55% dei correntisti fa capo alle prime tre banche italiane, con le prime sei si arriva al 70%. Risultato, il tasso di mobilità è davvero basso, oscilla tra il 10 e il 12%: la stragrande maggioranza degli italiani si tiene per anni e anni lo stesso conto, anche se è tra ipiù costosi del mercato, e quindi i prezzi rimangono inchiodati.
Infatti le variazioni dei prezzi mediani registrate dall’Antitrust tra il 2007 e il 2012 riguardano solo i conti riservati ai giovani (-19%) e alle famiglie e ai pensionati con operativitàbassa (rispettivamente – 2,8% e – 3,6%). Per il resto, in cinque anni non è cambiato nulla, le variazioni registrate per la stragrande maggioranza della clientela sono inferiori all’1%, e i costi mediani del 2012 sono piuttosto consistenti: 112 euro l’anno per le famiglie con operatività media, 120 euro per quelle con operatività elevata.
L’Abi replica rilevando come «nel corso degli ultimi anni il prezzo del conto corrente in Italia ha registrato una progressiva riduzione, attestandosi su una media di circa 100 euro», aggiungendo che «lenuove offerte registrano riduzioni significative» e «la mobilità della clientela è in linea con quella mediamente rilevata in Europa e i tempi di chiusura si sono ridotta», e sottolineando che con i conti on line i risparmi arrivano al 30%. Troppo poco, commentano le associazioni dei consumatori. Il Codacons in particolare fa notare come lo “spread” di 180 euro rilevato dall’Antitrust sui costi dei conti correnti «dimostra quanta sia la strada ancora da percorrere per rendere ilsistema bancario italiano competitivo», mentre Adusbef e Federconsumatori denunciano «il saccheggio sistematico delle banche a danno dei consumatori».
Per l’Authority occorre introdurre una «maggiore trasparenza e comparabilità delle informazioni tramite un uso più diffuso e immediato dell’Indicatore Sintetico di Costo »; garantire l’eliminazione di tutti i vincoli, contrattuali o di fatto, non necessari tra conto corrente e altri servizi; ridurre e rendere vincolanti i tempi di chiusura dei conti.
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