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I contanti fanno da spia al riciclaggio

di Ranieri Razzante

Sull'attività antiriciclaggio di agenti immobiliari e galleristi arriva un po' di chiarezza. Si tratta dei nuovi indicatori di anomalia di operazioni sospette di riciclaggio e finanziamento del terrorismo per gli operatori non finanziari, contenuti nel decreto dell'Interno del 17 febbraio 2011 (pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale» 48 del 28 febbraio).

La norma di fatto sblocca l'iter di segnalazione alla Uif (Unità di informazione finanziaria) anche per agenti immobiliari, commercianti e grossisti di oro e pietre preziose, galleristi d'arte, gestori di case da gioco e di apparecchi di gioco. Ma anche per l'attività di recupero crediti, di custodia e trasporto di contanti e valori, cioè tutti quei soggetti di cui si parla all'articolo 10 del Dlgs 231/2007, che erano ancora senza indicazioni.

Il decreto è stato firmato dall'Interno, dato che le attività suddette sono tutte assoggettate a licenza di ps. La delega gli riviene dall'articolo 41, comma 2, lettera c) del Dlgs 231/2007, ed era l'ultima da attuare, mentre erano già stati pubblicati sia gli indici per i liberi professionisti che per gli intermediari finanziari.

Deve essere precisato che gli obblighi di segnalazione, gli unici di cui sono onerati i soggetti non finanziari – per i quali è esclusa l'adeguata verifica e la registrazione delle operazioni e della clientela – sono attivi sin dal 29 dicembre 2007, data di entrata in vigore del decreto 231.

Il riferimento era, e continua a essere, l'articolo 41 del decreto, che obbliga a segnalare un'operazione sospetta quando gli operatori «sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare» che vi siano state o siano in corso operazioni connesse al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.

La domanda che comunque assilla i soggetti obbligati è e resta la seguente: ma cosa si segnala? E quando?

Gli indici sono un ausilio, sono delle spie che possono o meno accendersi di fronte ad un'operatività di un cliente. A essi si deve necessariamente accompagnare la valutazione soggettivadell'operatore: l'unico che conosce davvero il cliente e le sue abitudini, e che può capire se il suo comportamento possa meritare una segnalazione. Ciò che non è in elenco non vuol dire che non sia sospetto. La casistica tiene conto comunque delle fattispecie che le Autorità hanno rilevato in questi anni dalla realtà operativa.

Il documento ha il suo fulcro nell'allegato 1, che contiene ben 37 categorie di comportamenti e fatti degni di attenzione, con relativi sottogruppi laddove la fattispecie presenti più sfaccettature operative.

Vi si ritrovano i tentativi di ingresso nelle case da gioco senza documenti o con biglietti falsi ovvero altrui così come la chiusura e riapertura frequenti dei conti di gioco, tipici delle giocate via internet; l'acquisto o vendita di beni di pregio a prezzi svantaggiosi o con modalità frettolose.

Gli indici vengono settorizzati e ne esce un'esposizione assai facilitata.

Così i commercianti e fabbricanti di oro e preziosi, nonché i galleristi, dovranno stare attenti, per esempio, agli acquisti o vendite per contanti, a quelle a prezzi incoerenti, o per conto di terzi che non appaiono legati da alcun vincolo all'acquirente.

La richiesta di estinguere un debito da parte di un terzo estraneo all'attività del debitore deve invece allarmare le società di recupero crediti, così come quella di frequenti trasferimenti di contante e valori non giustificata dall'attività svolta deve allertare le società di trasporto valori.

Gli acquisti e restituzioni di ingenti quantità di gettoni e i grandi movimenti su conti di gioco magari inattivi da tempo vanno monitorate dalle case da gioco. I controlli anche via internet vanno effettuati su notevoli giocate o su quelle eccessivamente e ingiustificatamente frazionate.

Per gli agenti immobiliari, invece, le spie sono le vendite o acquisti per contanti, ufficialmente impossibili ai sensi delle varie norme vigenti ma che ancora, nel concreto, avvengono nel nostro paese.
 

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