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I consulenti propongono il dossier-semplificazioni

Si va dalla revisione della domanda per gli assegni familiari all’abrogazione della denuncia infortuni sia all’Inail che all’autorità di pubblica sicurezza del Comune in cui l’infortunio è avvenuto, dall’unificazione della denuncia salari Inail e della denuncia previdenziale Inps al certificato di agibilità nello spettacolo.
Sarà un fascicolo corposo quello che oggi pomeriggio i consulenti del lavoro presenteranno ai tecnici del ministero del Lavoro, i quali stanno lavorando al decreto sulle semplificazioni: si tratta di 11 adempimenti – elencati nella scheda a fianco – per i quali i professionisti chiedono o la revisione o l’abrogazione tout court nell’ottica di un generale snellimento degli oneri burocratici a carico delle imprese.
È il caso, ad esempio, del sistema di richiesta degli assegni familiari, uno dei più importanti tra quelli che saranno in discussione oggi. «In merito all’attuale sistema – spiega Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, che parteciperà all’incontro – la semplificazione che suggeriamo mira a far sì che il lavoratore ogni anno non sia più costretto a compilare una domanda da presentare al proprio datore di lavoro e, di conseguenza, a costringere le aziende a verificare il reddito del lavoratore e la composizione del nucleo familiare assumendosi, fra l’altro, la responsabilità di determinare la prestazione per conto dell’Inps. L’istituto di previdenza è, infatti, già in grado di determinare telematicamente quanto dovuto».
Un altro tema caldo è quello del trasferimento all’estero dei lavoratori, tanto più ora che il processo di globalizzazione ha portato molte imprese a delocalizzare all’estero. «La normativa di riferimento stratificata nel tempo – spiega Calderone – fra le altre cose prevede ancora oggi, prima dell’assunzione o del trasferimento all’estero del lavoratore, il nullaosta dagli organi competenti del collocamento. Si tratta di adempimenti in larga parte semplificabili, a cominciare dal nullaosta. L’accertamento delle condizioni per trasferire personale all’estero possono, infatti, essere oggetto di una norma che trasferisce in capo all’azienda le responsabilità».
Un adempimento-simbolo delle difficoltà del disagio che le aziende vivono per la presenza di diverse legislazioni regionali è, infine, quello relativo al cosiddetto libro infortuni. «Va ricordato – evidenzia sul punto il presidente dei consulenti – che la disciplina del libro infortuni trova le sue fondamenta in un primo provvedimento del 1955 che ne prevedeva la necessaria vidimazione dell’Asl. Il nuovo testo unico per la sicurezza lavoro del 2008 ha abrogato formalmente le disposizioni che regolamentavano il registro infortuni, ma il ministero del Lavoro e l’Inail hanno precisato che fino all’istituzione del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (Sinp) nulla è mutato in merito agli obblighi di annotazione nel registro. Credo che dopo sette anni sia arrivato il momento di semplificare un adempimento ormai superato».

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