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I Comuni di Milano e di Brescia: tagliare gli stipendi al vertice A2A

«Sulla riduzione dei compensi del consiglio di sorveglianza c’è stato un bel segnale di concordia tra Milano e Brescia: raccogliamo l’indicazione della sobrietà per trovare una soluzione condivisa e trasparente sulla governance». Con queste parole, Pippo Ranci ha esordito da presidente del cds di A2A dopo essere stato nominato, con tanto di acclamazione, dall’assemblea dei soci che ha anche approvato un dividendo da 0,013 euro per azione. «Come cds ci metteremo subito al lavoro per la nomina del consiglio di gestione», ha aggiunto il padre dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (l’ha presieduta dal 1996 al 2003), indicato ai vertici di A2A dal sindaco Giuliano Pisapia, mentre il nuovo vicepresidente, l’attuale assessore al Bilancio bresciano Fausto Di Mezza, è espressione della Leonessa. L’assemblea ha provveduto ad aggiornare la politica delle remunerazioni che nel 2011 ha visto A2A spendere oltre 4 milioni per il doppio consiglio (in tutto 23 amministratori). La parola d’ordine? Sobrietà. L’ha chiesta Alessandro Triboldi, city manager di Brescia che ha proposto insieme al Comune di Milano un taglio del 25% dei costi del cds, che calerebbero così di oltre mezzo milione da 2,1 milioni.
Più netto, se possibile, il collega meneghino Davide Corritore che ha consigliato al nuovo consiglio di affrontare «il più rapidamente possibile e con la massima forza l’abolizione del duale e il ritorno al sistema monocratico». Per il city manager milanese, inoltre, gli emolumenti di presidente e vicepresidente del cds, che nel 2011 hanno superato 500mila e 300mila euro, dovranno avere come tetto i 295mila indicati per i top manager pubblici. L’assemblea ha offerto anche l’occasione al management per illustrare i progressi industriali degli ultimi mesi, tra cui il riassetto della partecipazione in Montenegro e la soluzione del nodo Edison. «Ora A2A è diventato il secondo gruppo energetico del Paese e non dovrà più effettuare investimenti sulla generazione», ha sottolineato il dg Renato Ravanelli. «Quando questa società ha potuto occuparsi davvero del business, nell’ultimo mese e mezzo, ha guadagnato il 35% in Borsa – ha aggiunto il presidente del consiglio di gestione, Giuseppe Sala – A2A ha bisogno pensare alla gestione ordinaria e all’efficientamento. Il mercato premia o punisce l’incertezza di fronte alle strategie». Il mercato, tra analisti e operatori, chiede anche una continuità del management, che resti il meno possibile legato alla politica. Un’indicazione di cui i Comuni, ora chiamati a confrontarsi con il cds per le nomine del cdg, dovranno tenere conto. Brescia, oltre a Graziano Tarantini, sembra orientata a nominare Bruno Caparini (area Lega) oltre a Giambattista Brivio e probabilmente l’attuale dg Paolo Rossetti, candidato anche alla guida di Edipower. Più coperte le carte del Comune di Milano che ha sondato le disponibilità di due big come Stefano Cao e Francesco Caio, che avrebbero declinato l’offerta.

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