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I commissari di Burani preparano la cessione

di Monica d' Ascenzo

La cessione delle partecipazioni in Sedoc Digital Group (70%), Compagnia della Seta (45%) e Emmegas (24%) e allo stesso tempo il rilancio delle attività strategiche attraverso sinergie e licenze per la valorizzazione del gruppo: l'obiettivo finale è cedere tutto entro dodici mesi. Questi i punti cardine del piano industriale presentato dai commissari straordinari di Mariella Burani Fashion Group e approvato martedì dal ministero dello Sviluppo economico. «L'obiettivo è quello di portare avanti il progetto di gruppo del lusso valorizzando le attività in grado di generare valore anche attraverso le sinergie tra le diverse società del gruppo per valorizzarlo al meglio nella cessione e ottenere così il più possibile per ripagare i creditori, che sono molti» spiega Francesco Ruscigno, che illustra al Sole 24 Ore le linee base del piano preparato nei mesi scorsi con Giampiero Martini e Rossella Strippoli. «Finora ci siamo concentrati sulla parte industriale: abbiamo rassicurato il mercato e i fornitori; il polo industriale sta continuando ad operare con i dipendenti in cassa integrazione a rotazione (lavorano in un'ottantina contro i 210 impiegati prima dell'amministrazione straordinaria, ndr); abbiamo ottenuto quattro nuove licenze, M.Williamson, Alessandro Dell'Acqua, Lancetti e abbiamo riattivato la licenza Ungaro» racconta Ruscigno, aggiungendo: «ora ci concentreremo sull'obiettivo di valorizzazione del gruppo. Nel giro di qualche mese affideremo l'incarico ad un advisor finanziario per l'organizzazione di una gara».

L'intenzione dei commissari sarebbe cedere il gruppo nel suo complesso, ma non sono scartate altre opzioni: «a seconda delle manifestazioni d'interesse che raccoglieremo, decideremo se vendere l'intero perimetro o le singole parti. Di certo cercheremo di vendere il gruppo nel momento di mercato in cui sarà possibile valorizzarlo al massimo» commenta il commissario di Mbfg, sottolineando che l'obiettivo principale resta quello di garantire il più possibile i livelli occupazionali del gruppo.

Fra le cessioni, oltre alle società citate, ci saranno anche altre società non ritenute strategiche. Allo stesso tempo, però, il gruppo si rafforzerà nelle società ritenute più profittevoli, come è avvenuto nel caso di Mosaicon, in cui Mbfg attraverso Antichi Pellettieri è salita dal 36% al 41,63 per cento. Il resto del capitale è in mano al private equity 3i, che potrebbe decidere di cedere la partecipazione considerato che indiscrezioni lo indicano in uscita dall'Italia con la chiusura dell'ufficio di Milano.

Negli ultimi mesi Mbfg ha recuperato anche il controllo del Gruppo Fashion Network salendo al 98% circa del capitale della società retail che occupa 700 dipendenti e ha un fatturato di 51 milioni con punti vendita in outlet italiani, in Austria e nella Svizzera tedesca. In Germania, invece, Mbfg è impegnata nel rilancio industriale e finanziario della controlalta al 50% René Lezard, attiva nella produzione e distribuzione di abbigliamento a marchio proprio per uomo e per donna.

Il gruppo ha , inoltre, ottenuto il nulla osta della Commissione europea per una garanzia di stato, fino ad un importo di 15 milioni, su una nuova linea di credito che sarà organizzata con un pool di banche

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