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I cantieri della Tav non si fermano

di Augusto Grandi

Il cantiere della Maddalena di Chiomonte è regolarmente in funzione. Nonostante i proclami trionfalistici di Alberto Perino, leader dei No Tav, i lavori per il cantiere geognostico della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione sono regolarmente ripresi dopo la domenica di scontri durissimi. Restano le centinaia di feriti, tra quelli ufficiali delle forze dell'ordine e quelli non verificabili degli aggressori.

Ma a Chiomonte, il giorno dopo, pare non sia successo nulla. Il paese è tranquillo, nonne a passeggio con i nipotini, uomini che prendono il sole. Occorre scendere lungo la strada per il cantiere per vedere i segni della violenza: pietre ovunque, bastoni. Di fronte al posto di blocco presidiato dai carabinieri sventola la bandiera No Tav, a dimostrazione di una intelligente gestione della situazione da parte delle forze dell'ordine. Nessuna provocazione, ma nessun cedimento. E allora la bandiera può sventolare senza problemi, purché nessuno superi gli sbarramenti. A Chiomonte non si vedono divise, in autostrada l'unico segno della tensione è rappresentato dal cartello che avverte il doppio senso di circolazione per "ragioni di ordine pubblico" mentre lungo la statale si incontrano più auto della polizia stradale. Ma per vedere colonne consistenti di automezzi delle forze dell'ordine occorre arrivare sino alle porte di Torino.

La scelta di non comparire va di pari passo con quella di intervenire in maniera efficace. Nei boschi intorno al cantiere agiscono squadre specializzate nella bonifica del territorio. Per evitare che i teppisti in arrivo dall'estero si possano nascondere per scatenare nuove offensive. Una presenza, quella dei black bloc europei, negata da Perino. Ma di fatto ammessa da Beppe Grillo che ieri ha corretto il tiro dopo le polemiche sulle sue dichiarazioni. Il comico genovese prestato alla politica aveva definito eroi i No Tav ed era stato accusato di aver difeso i teppisti. Ieri ha precisato che "eroi" erano i valsusini che protestavano pacificamente e non i black bloc che andrebbero arrestati. Ma le polemiche non accennano a placarsi. Perino ha sostenuto che la colpa è delle forze dell'ordine che avrebbero aggredito gli assalitori. Insomma, se carabinieri, poliziotti e forestali fossero scappati, i dimostranti avrebbero occupato il cantiere e lo avrebbero smantellato pacificamente. Sul fronte opposto l'ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, insieme al parlamentare Pd Stefano Esposito, ricorda come gli amministratori valsusini contrari alla Tav abbiano espressamente invitato gli esponenti dei centri sociali a partecipare alle manifestazioni ed ai blocchi. Mettendo dunque in conto le esplosioni di violenza. Ma da destra si ricorda che proprio Chiamparino ha sempre tollerato la presenza dei centri sociali negli edifici occupati di Torino.

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha parlato di «azione di stampo terroristico» da parte di frange di No Tav, e si augura che si ipotizzi il reato di tentato omicidio per i teppisti che hanno assalito le forze dell'ordine con pietre, bombe carta e bottiglie piene di acido, immediatamente rimproverato dal leader del Pd, Pierluigi Bersani, che ricorda come il ministro non sia un magistrato.

Mentre il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, assicura che lo Stato non cederà alla violenza di un gruppo di delinquenti e dal Veneto il presidente della Confindustria locale, Andrea Tomat, plaude alla nomina governativa di Bortolo Mainardi come commissario straordinario per la Tav sulla Venezia-Trieste: «Persona pragmatica. La nomina contribuirà a dare certezza e celerità all'opera». Soddisfatta anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, che ringrazia il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (che ieri ha ricevuto Mario Virano, commissario della Torino-Lione), per aver «fatto un grande richiamo: l'opera deve andare avanti». Marcegaglia ha anche auspicato una «mobilitazione della maggioranza silenziosa in favore della Tav».

Solidarietà alle forze dell'ordine e ai lavoratori dei cantieri anche da quasi tutti i gruppi politici, sindacati, Confindustria Piemonte che chiede di rendere esecutiva al più presto la legge regionale sugli interventi a favore dei territori interessati alle grandi infrastrutture. Un modo per abbassare la tensione, dimostrando che le promesse non sono solo parole al vento. Dall'Unione Europea – che deve dare l'ok ai finanziamenti – occhi puntati sulla conferenza intergovernativa tra Italia e Francia in programma per domani a Roma.

 

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