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I cani battono il caro vita, ma non l’Ftse Mib

I l 2012 non è stato un anno da cani. Se per la Borsa la stagione appena conclusa ha finalmente portato buone notizie per gli investitori, così non è stato per i fedeli seguaci della teoria dei Dog of the Dow.
I titoli selezionati in base al criterio dell’alto rendimento hanno chiuso il 2012 con una performance positiva, ma inferiore rispetto a quella dell’indice FTSE Mib. La muta dell’anno appena concluso ha registrato un rialzo del 3,8% rispetto al 7,2% delle blue chip. Un passo indietro rispetto all’anno precedente quando i cani erano riusciti a contenere meglio le perdite del listino principale.
Per il nuovo anno la muta presenta qualche cambiamento con l’uscita di scena delle banche e l’ingresso di STMicroelectronics, Parmalat, Lottomatica e Atlantia. La selezione dei Dog avviene tra i titoli che presentano il valore più elevato nel rapporto tra l’ultimo dividendo distribuito e il prezzo di chiusura dell’anno borsistico.
A Wall Street si utilizzano le società appartenenti all’indice Dow Jones, in Italia si pesca nell’Ftse Mib. Le azioni acquistate devono avere tutte lo stesso peso in portafoglio, se si decidono di investite 100 mila euro ogni titolo avrà un controvalore di 10 mila euro, e vanno conservate senza interruzioni per 12 mesi.
Storicamente questa strategia ha dato soddisfazioni agli investitori, soprattutto negli anni in cui le quotazioni non hanno brillato in modo particolare. Negli Usa le statistiche partono dal 1973, testimoniando, su base trentennale, un ritorno medio annuo del 17,7% mentre nello stesso periodo il Dow Jones ha messo a segno una performance dell’11,9%. Tornando ai risultati del portafoglio made in Italy, che sono riportati nella tabella a fianco, si può notare all’interno della muta ci sia stata una grande variabilità. Mediaset, A2A, Telecom Italia e Monte Paschi di Siena hanno tutte accusato ribassi a doppia cifra che fortunatamente sono stati più che compensati dal balzo di Finmeccanica e della Banca Popolare di Milano. Una situazione davvero strana per un portafoglio che normalmente ospita società a bassa volatilità. Ma il 2012 è stato un anno straordinario in molti sensi.
La sfida continua ed è già pronta la lista dei cani che comporranno la muta 2013. Confermano la loro presenza Enel, Terna, Snam, Mediaset, Telecom Italia ed Eni mentre si fanno spazio dopo qualche anno di assenza i titoli industriali e dei beni di consumo: Parmalat, STMicroelectronics e Lottomatica. La muta a stelle e strisce si è comportata nel 2012 esattamente come quella italiana perdendo, seppure di poco, il confronto con il Dow Jones: +5,7% rispetto al +7,3%. Si tratta della prima sconfitta dopo due anni di risultati utili consecutivi. Il migliore risultato è stato messo a segno da Pfizer salita del 15,9% mentre la peggiore è stata Intel che ha lasciato sul terreno il 15%, E per il 2013? A fare da capofila troviamo ancora una volta AT&T seguita da Verizon e Intel.

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