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I Caf sottoposti al test privacy

Il Garante privacy manda i controlli ai Caf per verificare la regolarità degli adempimenti in tema di protezione dei dati personali per il nuovo 730 precomplilato. La strategia è stata individuata da Antonello Soro, garante per la protezione dei dati personale, ieri dopo l’audizione presso la commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.

La campagna di verifiche del Garante si affiancherà ai controlli a campione dell’Agenzia delle entrate, che dovrà acquisire copia delle deleghe e dei documenti di identità dei contribuenti assistiti dai Caf.

Il presidente dell’Authority ha ricordato che al fine di poter avanzare alle Entrate la richiesta di accesso alle dichiarazioni precompilate gli intermediari dovranno essere in possesso, oltre che del codice fiscale del cliente, «di una specifica delega e di altre puntuali informazioni, come ad esempio il reddito complessivo dell’anno precedente». Inoltre è previsto che il contribuente abbia il diritto di visualizzare l’elenco dei soggetti ai quali il 730 precompilato è stato messo a disposizione.

Soro ha anche anticipato due ulteriori interventi interpretativi sul fronte della privacy in materia fiscale. Il primo, con riferimento alle dichiarazioni precompilate del 2016 (anno d’imposta 2015), è quello sulla tessera sanitaria e sulle spese mediche che il fisco utilizzerà per la predisposizione dei modelli.

Il secondo intervento sarà un parere che l’Autorità renderà nelle prossime settimane in tema di Isee. Nell’anagrafe tributaria, infatti, dovranno confluire anche le informazioni relative al valore medio di giacenza annuo dei depositi e conti correnti.

«L’Autorità ha più volte evidenziato che l’esigenza di disporre di informazioni considerate utili per realizzare un interesse costituzionalmente protetto non può essere messa in discussione», conclude Soro, «nel rispetto di questa finalità, che impedisce di fatto un controllo generalizzato e diffuso di tutti i contribuenti, lo sforzo principale è stato quello di definire stringenti misure di sicurezza di natura tecnica e organizzativa, a garanzia della trasmissione dei dati, degli accessi agli stessi e della loro conservazione».

Il Garante è poi tornato sull’operazione 730 precompilato rispondendo alle osservazioni del direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, sui ritardi con cui è stato dato il via libera al parere sul provvedimento attuativo. «Vorrei ricordare senza far polemiche che il dlgs su cui fonda la precompilata è datato 21 novembre 2014», precisa il presidente, «soltanto il 30 gennaio 2015, quindi oltre due mesi dopo, l’Agenzia ha trasmesso al Garante la richiesta di un parere. Il Garante ha immediatamente attivato un tavolo con i funzionari rilevando l’assoluta inadeguatezza del solo dato codice fiscale quale titolo di accesso per accedere alla conoscenza dei dati contenuti nella banca dati». La nuova bozza di provvedimento, recante le correzioni proposte sulla privacy, «è arrivato il 13 febbraio, e il 19 febbraio noi abbiamo dato il parere. Parlare di ritardo mi sembra, quantomeno, ingeneroso.»

Infine Soro ha sottolineato la necessità di adottare rigorose misure di sicurezza per le banche dati strategiche, come quelle dell’Anagrafe tributaria e della Sogei, tra le più delicate e maggiormente soggette ai cyberattacchi.

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