Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

I Burani tentano la via dei rimborsi

di Stefano Elli

Una riunione riservata e molto ristretta si è tenuta lunedì 21 febbraio, a Milano, presso lo studio legale Isolabella, non lontano dal tribunale, dove in mattinata ha avuto luogo la terza udienza del processo per la bancarotta della Burani designer holding. Vi hanno partecipato da una parte i legali della famiglia Burani, dall'altra le parti civili costituitesi nel processo. All'ordine del giorno, un'ipotesi, ancora allo stato embrionale ma comunque significativa, di risarcimento parziale del danno subìto sia dalle curatele fallimentari delle società coinvolte nel dissesto, sia dagli azionisti che hanno investito nella Mbfg, quotata al segmento Star di Borsa Italiana. In particolare nel corso del vertice si sarebbero discusse alcune modalità con cui la famiglia Burani si sarebbe resa disponibile a metter mano al portafogli per rifondere, pro quota e parzialmente, investitori e curatele delle società controllate. Nessun commento nel merito da Stefano Borella, legale sia di Walter sia di Giovanni Burani, che interpellato da Il Sole 24Ore, giudica prematura la diffusione di notizie che potrebbero ingenerare eccessive aspettative tra gli investitori.

Secondo ricostruzioni attendibili, tuttavia, nel corso della riunione, per la prima volta, sarebbe stata formulata l'ipotesi di mettere a disposizione alcuni cespiti immobiliari per un valore complessivo non distante da 17 milioni di euro, la cui parte più significativa consisterebbe in un'area non ancora edificata destinata a edilizia commerciale nei pressi dell'uscita di Reggio Emilia dell'autostrada del sole. Nel frattempo presso la terza sezione penale del Tribunale, continua il processo a Walter e Giovanni Burani, e ai manager delle società del gruppo della moda di Cavriago.

Nel corso dell'udienza il presidente Piero Gamacchio ha respinto le eccezioni sollevate dalle difese: eccezioni che riguardavano, nell'ordine, questioni legate allo scarso tempo a disposizione concesso alle difese per esaminare alcuni supporti elettronici contenenti le evidenze di alcune delle operazioni contestate dai pm. Eccezioni di costituzionalità sono state opposte anche sui 15 giorni intercorrenti tra la data di notifica del decreto di rito immediato e la fissazione della data della prima udienza: troppo pochi per approntare una difesa. Eccezioni, per finire, anche sulla competenza territoriale. Secondo le difese, infatti, il fatto che il motore principale dell'operatività del gruppo fosse a Cavriago, avrebbe dovuto determinare una diversa scelta del tribunale fallimentare competente (Reggio Emilia anziché Milano). Nel corso dell'udienza, inoltre, ulteriori 30 investitori, si sono costituiti parti civili. Vanno ad aggiungersi ad altri 130 azionisti della Mbfg che l'hanno già fatto attraverso il Siti, Sindacato italiano di tutela degli investimenti e che sono assistiti dai legali Sergio Calvetti Martignon. Per loro l'ammontare del risarcimento richiesto è di 3.450.000 euro. Eventuali azionisti della società hanno ancora la possibilità di costituirsi parti civili nell'ambito del procedimento milanese, la prossima udienza è prevista, infatti, il 21 marzo prossimo.
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nel settore degli affitti brevi ha conosciuto un successo travolgente l’utilizzo delle piattaforme...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tassi a zero, caccia ai dividendi. Dopo le mosse della Bce e della Fed è chiaro a tutti che i tassi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Che cosa faccio se mi trovo per le mani mille o 50 mila euro nell’era dei rendimenti sottozero? Di...

Oggi sulla stampa