Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

I BTp tornano ai livelli pre-crisi Ue

Quando le pressioni montano, il Bund torna ad essere il rifugio preferito dove parcheggiare la liquidità. Così è successo che all’asta di ieri dei titoli di stato tedeschi a 2 anni, gli Schatz scadenza giugno 2014, il rendimento sia tornato negativo, per la prima da luglio. Le incertezze sulla Grecia a cui si sono aggiunti gli interrogativi sugli aiuti alla Spagna hanno riacceso i timori di una diffusione delle tensioni a catena su altri paesi europei, senza dimenticare che negli Stati Uniti si continua a discutere su come risolvere il fiscal cliff, senza trovare al momento una soluzione efficace. Sul punto, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha lanciato un monito: o si trova un accordo oppure l’America tornerà in recessione.
La fuga in cerca di protezione degli investitori ha lasciato immune l’Italia che all’asta del Tesoro dei BTp a medio-lungo termine è riuscita a raccogliere 5 miliardi di euro con i tassi in calo, segno che l’appeal dei titoli italiani è migliorata anche sulle scadenze lunghe, oltre che su quelle a breve con l’asta dei BoT di due giorni fa ha dimostrato. L’emissione di BTp triennali ha raccolto 3,5 miliardi, il massimo offerto, con un rendimento sceso di 22 punti al 2,64% il minimo degli ultimi due anni, e in calo rispetto al 2,84% della precedente asta. La domanda è stata pari a 5,23 miliardi, 1,5 volte l’importo offerto. Buona l’accoglienza anche per le due scadenze più lunghe: con la prima sono stati raccolti 816 milioni in BTp scadenza 2021, con rendimento 4,81 per cento. Altri 683 milioni sono stati raccolti con BTp in scadenza 2029 e rendimento del 5,33 per cento. Per quest’ultima si è trattato di un ritorno dal momento che rappresenta il primo collocamento di titoli di Stato con scadenza residua superiore ai 15 anni. Infatti, non accadeva dal maggio 2011, dopodiché il funding a più lungo termine è stato congelato a causa dell’eccessiva onerosità dei tassi. Il limitato ammontare offerto è stato visto come un tentativo di testare il mercato in vista probabilmente del lancio di un nuovo benchmark a 15 anni.
Con l’asta di ieri il Tesoro ha coperto il 95% delle emissioni stimate per il 2012 e per il prossimo anno le emissioni previste dovrebbero calare a 410 miliardi dai 470 di quest’anno: «Entro dicembre – dice un operatore – dovrebbero mancare circa 10-12 miliardi di euro, a meno che il Tesoro non decida di fare pre-funding sul 2013 sfruttando il momento positivo di mercato». In calo lo spread contro il Bund che durante la seduta ha toccato un minimo di 355 centesimi, chiudendo a 361 punti base da 362 di ieri, lo stesso livello di martedì. Restano in lettera i titoli spagnoli che hanno accusato un innalzamento di tutta la curva di 6-8 punti.
Sui listini europei ha dominato il segno meno: Francoforte -0,94%, Londra -1,11%, Parigi -0,89%, Milano -0,52% e Madrid -0,27per cento. A Wall Street, il Dow Jones scende dell’1,45%, l’S&P -1,38% e il Nasdaq -1,29 per cento. Oggi per l’eurozona sono attesi i dati sul Pil che dovrebbero confermare una economia in recessione dopo che ieri si è registrata la caduta della produzione industriale (-2,5% a settembre, il ribasso più forte da 3 anni), oltre al peggioramento della crisi in Grecia (Pil a -7,2% nel terzo trimestre da -6,2% del trimestre prima). Notizie poco rassicuranti anche dagli Stati Uniti dove le vendite al dettaglio hanno segnato la prima flessione da 4 mesi (-0,3% a ottobre).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Spero che l’instabilità politica in Italia non metta a repentaglio il lavoro sul Recovery Plan ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’annuncio ha stupito. Se non altro per i tempi. A poche settimane dall’insediamento dell’ammi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’incertezza rimane molto elevata, per la dinamica della pandemia con le sue nuove varianti e per ...

Oggi sulla stampa