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I Btp ai massimi da 11 anni sui mercati è rischio-debito

di Stefania Tamburello

ROMA — «L’attacco dei mercati è una questione europea» , ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. «C’è estremo nervosismo: serve una messa a punto delle decisioni prese la scorsa settimana a Bruxelles per soccorrere la Grecia» , ha aggiunto il direttore generale del ministero, presidente del Comitato monetario e finanziario europeo, Vincenzo Grilli. Ma intanto a soffrire è soprattutto l’Italia. Anche se ieri Piazza Affari si è ripresa, chiudendo in positivo dello 0,34%, mentre Parigi e Francoforte hanno girato in negativo. Sul mercato del reddito fisso, invece, le cose sono andate ancora male, molto male. Nulla che non si potesse prevedere alla vigila, ma non per questo meno preoccupante: lo spread dei titoli di Stato Italiani, cioè il differenziale di rendimento tra i Btp decennali e i Bund tedeschi di uguale durata che rappresentano la base di riferimento perché considerati i meno rischiosi, è schizzato fino a 337 punti per poi calare a quota 331 e quindi chiudere a 320 contro i 313 di mercoledì e i 260 di venerdì scorso. E le aste svolte ieri dal Tesoro hanno visto balzare i rendimenti. Anche la Spagna è nel mirino, lo spread dei suoi titoli ieri ha sfondato i 350 punti, in chiusura 20 punti in più di quelli italiani, ma solo un mese fa la differenza col nostro Paese era di circa 80 punti. Insomma, Europa o no, è l’Italia il bersaglio preferito nel più generale scenario dell’attacco all’Euro. Lo hanno dimostrato anche gli esiti delle aste in programma ieri, certo non favorite dalla notizia che la Deutsche avesse iniziato a disfarsi dei titoli italiani e sicuramente condizionate dai rumors sulle possibili dimissioni, subito smentite, di Tremonti. Così il Tesoro è riuscito a piazzare quasi l’intero ammontare della forchetta prevista ma con rendimenti nella media superiori di un punto di quelli applicati a fine giugno. In particolare i nuovi Btp triennali ad un tasso del 4,8%lordo, ai massimi dal luglio 2008 e i Buoni decennali al 5,77%, 83 centesimi in più dell’asta precedente, ai massimi dal febbraio 2000. Il rialzo ha provocato l’immediata esplosione sul mercato degli spread che solo in seguito si sono ridimensionati. «Il risultato delle aste è stato incoraggiante» , perché il mercato ha tenuto e perché il 72%delle esigenze per il 2011 è stato completato, ha commentato Chiara Manenti di Intesa Sanpaolo. C’è da vedere se però proseguirà e di quanto la salita come osservano altri operatori, il trend dei rendimenti proseguirà con questo ritmo impressionante. «Non c’è solo la speculazione ma anche un problema di fiducia in una moneta, l’euro, basata su un mercato comune ma anche sulla necessità di mettere assieme 17 governi, 17 parlamenti e 17 opinioni pubbliche» ha osservato ancora Tremonti per il quale il caso della crisi greca «è stato gestito in modo piuttosto complicato» e solo con le decisioni della scorsa settimana è stato ritrovato lo spirito giusto per muoversi. Il ministro ha anche commentato l’appello per la crescita e la «discontinuità» lanciato da imprese, banche e parti sociali di fronte al perdurare della crisi dei mercati. «È un documento molto importante che va studiato e discusso» ha detto. E sulla situazione finanziaria europea il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha voluto sentire ieri il governatore della Banca d’Italia e prossimo presidente della Bce, Mario Draghi ricevuto ieri al Colle. Sulla crisi sono intervenuti anche Romano Prodi e Pier Luigi Bersani. L’ex presidente del Consiglio, pur considerando favorevolmente l’iniziativa delle parti sociali, ha osservato che comunque non può sostituire la politica. Quella politica che «è necessaria per affrontare la crisi, ma che ora è senza guida» . E sull’esigenza di un dibattito in Parlamento ha insistito il segretario del Pd, che ha chiesto al premier Silvio Berlusconi di riferire «sulla crisi economica e dei mercati invece che occuparsi del processo lungo» . Dopo «mesi di latitanza» è davvero «indispensabile che si apra un dibattito sulla reale situazione dell’Italia» .

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