Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

I bonus per ricerca e Pmi digitali a rischio nelle regioni del Nord

Un errore tecnico, una semplice svista o solo un classico esempio di mancata comunicazione tra ministeri: deve esserci una di queste ragioni all’origine di quello che potrebbe rivelarsi un clamoroso ridimensionamento di tre misure centrali del decreto Destinazione Italia: il credito d’imposta per la ricerca, gli incentivi per la digitalizzazione delle Pmi, il bonus per l’acquisto di libri.
Per il provvedimento, che ieri ha debuttato in commissione alla Camera con le relazioni introduttive, si tratta di un’inaspettata e pesante incognita. Il decreto prevede di coprire le tre misure citate con fondi strutturali del Programma operativo gestito dallo Sviluppo economico, ma c’è un problema: la bozza dell’accordo di partenariato sulla nuova programmazione 2014-2020, presentata a dicembre dal ministro della Coesione territoriale Carlo Trigilia, almeno per ora indica chiaramente che il programma in questione riguarda solo «le regioni in transizione e meno sviluppate». In parole povere, i bonus per ricerca, digitale e libri si applicherebbero esclusivamente alle regioni del Mezzogiorno (Sardegna, Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia).
Si apre così un vero problema di copertura, sul quale da qualche giorno hanno iniziato a interrogarsi anche a Palazzo Chigi, al ministero dello Sviluppo economico e agli altri dicasteri interessati, come il Miur e i Beni culturali. Che fare? Lo Sviluppo economico si muoverà per ottenere un’estensione del programma al Nord, anche perché l’alternativa – chiedere alle Regioni escluse di impiegare risorse dei loro programmi – appare obiettivamente poco percorribile.
È il caso di ricordare che in gioco ci sono pezzi importanti del decreto. Il provvedimento prevede che il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo venga coperto da 600 milioni complessivi per il 2014-2016. Una dote che può arrivare al massimo a 50 milioni dovrebbe andare invece al credito d’imposta per l’acquisto di libri (esclusi gli e-book). E poi c’è il capitolo digitale: dai fondi strutturali del programma dello Sviluppo bisognerebbe reperire anche i 100 milioni per i voucher da 10mila euro destinati alle Pmi che investono in Ict e le risorse per il credito d’imposta destinato alle aziende che passano alla banda ultralarga (in questo caso il plafond sarebbe da definire). Uscire da questo apparente vicolo cieco non è impossibile ma richiederà tempo. La bozza sulla programmazione 2014-2020 indica che i programmi “Ricerca e Innovazione” e “Imprese e Competitività”, dai quali bisognerebbe attingere le risorse, operano solo nelle regioni del Sud. Lo stesso testo tuttavia lascia qualche spiraglio specificando che il dossier non è chiuso e che «la definizione dei programmi operativi è ancora in corso». Si potrà correre ai ripari, poi si dovrà formalizzare lo schema dei vari programmi alla Commissione europea, ottenere il via libera e solo allora le misure finanziate con i fondi strutturali avranno una copertura certa. Potrebbe servire quasi un anno, secondo le stime più pessimistiche, perché gli interventi, che necessitano anche di regolamenti attuativi, vadano a regime.
È partito con quest’ipoteca l’iter del decreto alla Camera. Oggi il primo ciclo di audizioni, con Confindustria, Ice, Gse e Confedilizia.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa