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I bonus del 36% e del 50% convivono nel 730

Immobili in primo piano nel modello 730/2013, relativo ai redditi del 2012. Dalle detrazioni per le ristrutturazioni al l’Irpef azzerata sulle seconde case, molte delle novità di quest’anno, riguardano proprio gli immobili.
A livello di scadenze, c’è tempo fino al 30 aprile per presentare la dichiarazione semplificata al proprio sostituto di imposta (se presta l’assistenza fiscale) o fino al 31 maggio se il contribuente opta per la presentazione a un professionista abilitato o a un Caf.
I bonus del 36% e del 50%
La detrazione dall’Irpef per le spese di ristrutturazione varia in base alla data in cui sono stati effettuati i bonifici “parlanti” (principio di cassa): il bonus è del 36%, con un limite di spesa di 48mila euro per singola unità immobiliare per i pagamenti effettuati dal 1º gennaio al 25 giugno 2012 e del 50% per quelli effettuati dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2012. Solo per questi ultimi (oltre che per i pagamenti effettuati nei primi sei mesi del 2013), inoltre, il limite di spesa è stato aumentato a 96mila euro.
Per comunicare al Fisco la situazione in cui si rientra, bisogna compilare la colonna 2 con il codice «2» per le spese sostenute fino al 25 giugno e «3» per quelle sostenute dal 26 giugno 2012.
Dal 2012, poi, la ripartizione del bonus in cinque o tre quote annuali non è più possibile, per i contribuenti di età non inferiore, rispettivamente, a 75 e 80 anni. Per tutti, infatti, la detrazione deve essere suddivisa in dieci quote annuali.
La detrazione del 55% sulle spese per interventi mirati al risparmio energetico degli edifici (prorogata fino al 30 giugno 2013), è estesa dal 2012 anche alle spese per la «sostituzione di scalda-acqua tradizionali con scalda-acqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria». Nulla cambia, invece, per la compilazione del modello.
Immobili di interesse storico
Sempre dal 2012, per gli immobili di interesse storico-artistico (Dlgs 42/2004) concessi in locazione, il reddito è pari al maggior importo tra la rendita catastale, rivalutata del 5% e ridotta del 50%, e il canone di affitto ridotto del 35 per cento.
In particolare, nei righi da RB1 a RB3, colonna 5, va indicato il codice «4», e nella colonna 6 va riportato il 65% del canone annuo che risulta dal contratto di locazione. Poi, la rendita catastale dei fabbricati di interesse storico o artistico va indicata nella misura ridotta del 50 per cento. Se questi immobili non sono più locati, non si applica più l’agevolazione prevista dal l’articolo 11, della legge 413/1991 («applicazione della minore tra le tariffe d’estimo previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è collocato il fabbricato»), quindi, va dichiarata la rendita effettiva ridotta al 50 per cento.
Accorpamento di codici
Nel quadro RB del modello 730/2013, sono stati accorpati alcuni codici di utilizzo degli immobili, da indicare nella colonna 2 dei righi da B1 a B10. In particolare, i vecchi codici 11 (pertinenza di immobile tenuto a disposizione), 12 (immobile tenuto a disposizione in Italia da contribuenti che dimorano temporaneamente all’estero) e 13 (immobile di proprietà condominiale dichiarato dal singolo condòmino, perché con quota di reddito spettante superiore a 25,82 euro) sono confluiti nel codice residuale 9.
A questo proposito, bisogna ricordare che l’Imu sostituisce l’Irpef e le relative addizionali «dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati» (articolo 8, comma 1, decreto legislativo 23/2011). Di conseguenza, in tutti questi casi, il relativo reddito non è tassato con Irpef e addizionali, perché si tratta di fabbricati soggetti a Imu.
È stato introdotto, poi, il codice 11, da usare per dichiarare i fabbricati in parte utilizzati come abitazione principale e in parte locati a terzi a canone libero (codice 12, per le locazioni a canone concordato nei Comuni ad alta densità abitativa).
I fabbricati esenti da Imu
Non sono dovute l’Irpef e le relative addizionali neanche per i fabbricati concessi in comodato a terzi o utilizzati a uso promiscuo dal professionista. Anche in questo caso, l’Imu sostituisce le imposte sui redditi.
Da notare, però, che se il fabbricato è esente da Imu (nuova colonna 12 del quadro RB), come per il reddito dominicale dei terreni non affittati, le imposte dirette sono dovute, anche se si tratta di fabbricati non locati.

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