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I bond dell’Efsf con spread negativi concorrenti dei Bund

È stata una reazione marginale quella accusata sul mercato dai bond del fondo salva Stati, Efsf (European Financial Stability Facility) alla notizia del taglio dell’outlook a negativo da parte di Moody’s (vedi altro articolo a pag 5). Diventati uno dei rari asset ad esprimere un rating tripla A, i bond finora emessi dall’Efsf hanno messo a segno performance paragonabili ai Bund tedeschi: le scadenze a breve termine, infatti, sono scambiate a rendimenti sotto la curva swap mentre quelle più lunghe possono vantare uno spread tra 100 e 114 punti base sul tasso swap.
Inoltre nell’ultimo mese in piena bufera finanziaria, lo spread si è ristretto, un segnale di come questi titoli continuino ad essere acquistati come investimento sicuro per parcheggiare l’abbondante liquidità che circola nel sistema: «Il mercato del debito sovrano e delle agenzie continua ad essere molto volatile e nervoso – spiega Pietro Bianculli, responsabile del desk syndacation di UniCredit -. L’impressione è che stia prevalendo l’irrazionalità nei confronti di un’analisi approfondita dei numeri di bilancio e degli interventi già fatti in termini di consolidamento fiscale da parte dei paesi europei, che potranno produrre i loro effetti solo in un arco di tempo ragionevole».
Il mercato è in una fase pre-estiva con volumi molto contenuti e liquidità scarsa: gli investitori finali sono alla finestra in attesa di capire che cosa succederà e sono sufficienti flussi limitati per produrre movimenti significativi sugli spread. Sta di fatto che, dallo scoppio della nuova ondata speculativa sull’Europa, si è assistito sui mercati a una corsa folle a comprare titoli a breve scadenza (da 0 a 3 anni) emessi dai paesi dell’Europa “core” come Germania, Francia, Olanda, Austria e persino Belgio, a cui si sono aggiunti gli acquisti dei bond degli emittenti sopranazionali e delle agenzie (Bei, Efsf, Ue, Kfw) che hanno spinto i rendimenti in territorio negativo.
In particolare, per quanto riguarda le emissioni del fondo Efsf trattate sul mercato secondario, la performance positiva è stata estesa a tutta la curva, al punto che le scadenze brevi vengono scambiate con uno spread negativo sul tasso swap. Anche il rendimento è sceso come nel caso del bond scadenza 2015, passato allo 0,506% dallo 0,821% del 9 luglio scorso. Un andamento analogo è stato riscontrato dalle emissioni dell’agenzia tedesca Kfw il cui bond per la stessa scadenza ha uno spread negativo di 50 punti base e un rendimento dello 0,047 per cento.
Diverse sono le componenti che incidono in questo momento sulle dinamiche del mercato, secondo Bianculli. In primo luogo, le incertezza sulle modalità di applicazione degli accordi raggiunti tra il premier Mario Monti e i principali partner europei «sia per quanto riguarda il cosiddetto scudo “anti spread” sia per quanto riguarda la definizione di un’autorità di vigilanza a livello Europeo sul sistema bancario». A questo si aggiungono le incertezze sulle dinamiche del debito spagnolo a cui stanno contribuendo i rischi di default delle regioni: la richiesta di aiuto allo Stato da parte della Catalogna, Valencia e della Murcia «è stata interpretata come un ulteriore segnale di debolezza del paese iberico che ha provocato una nuova corsa al rialzo dei rendimenti a 10 anni dei Bonos fino al 7,5%. In questo vortice è stata trascinata anche l’Italia che al contrario si trova in una situazione decisamente migliore dal punto di vista dei fondamentali economici». Una spirale che si sta avvitando e soltanto slegando il debito sovrano dalle banche il mercato potrà ritrovare un suo equilibrio.

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