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I bond bancari italiani reggono alle tensioni: gli spread sono in calo

I bond bancari tornano nel mirino degli investitori alla ricerca di rendimento. Dopo il rally estivo delle azioni del settore che hanno recuperato sostanzialmente quanto avevano perso dall’inizio dell’anno, ora è il momento delle obbligazioni degli istituti di credito. Il comparto torna a prendere posto nei portafogli dei money manager, sebbene sempre con la dovuta cautela a causa della volatilità del comparto. Proprio in questi giorni le incertezze sulle modalità degli aiuti alla Spagna hanno rimesso sotto tensione il settore, benché si sia ancora lontani dai livelli toccati nei mesi scorsi.
Effetto Bce: quanto durerà?
Gli analisti temono che si stia esaurendo l’effetto Bce riferendosi all’annuncio del 6 settembre degli acquisti illimitati di bond sovrani per stabilizzare l’euro. Da quel momento i corporate bond finanziari hanno potuto beneficiare di un forte restringimento degli spread in linea con quanto è avvenuto per i titoli governativi: l’indice Iboxx Financial dei corporate bond bancari europei ha messo a segno un rialzo del 12,5% da inizio anno, con i bond italiani e spagnoli che hanno fatto molto meglio della media. Almeno fino a ieri quando le notizie provenienti dalla Spagna a cui si è aggiunta la Catalonia con la richiesta di indipendenza alle elezioni del 25 novembre, hanno provocato vendite generalizzate sui mercati azionari. Incertezze che hanno creato nuove tensioni anche sulle obbligazioni emesse recentemente dalle banche iberiche come il bond senior del Banco Santander 4,625% del marzo 2016 è tornata a trattare sopra i livelli di collocamento a 394 centesimi sopra il tasso midswap da 390. Più stabile il bond Bbva cedola 4,375% settembre 2015 collocato lunedì scorso, ha allargato leggermente lo spread ieri a 368 centesimi sul tasso midswap, comunque ancora sotto i valori di emissione di 380 punti base.
Bond bancari alla prova
Il contagio sui bond bancari italiani per ora è stato evitato e gli spread delle recenti emissioni rimangono stabili sotto i livelli di collocamento: il bond senior di Intesa Sanpaolo cedola al 4,125%, settembre 2016, collocato con un premio di 345 centesimi sul tasso midswap ieri quotava 316 punti base; sotto il prezzo di collocamento anche il bond senior di UniCredit cedola 4,375% settembre 2015, dal 390 centesimi dell’emissione ai 286 di ieri, così come il bond MPS cedola 4,875% settembre 2014, collocato a 450 punti base sopra il tasso midswap è arrivato a trattare 432. Più evidente il restringimento sui covered bond che risentono in misura minore dell’andamento dello spread dei titoli governativi: il covered Intesa Sanpaolo quotato 200 punti base sul midswap sotto di 45 centesimi dai livelli di collocamento così come il covered di UniCredit che dai 290 punti base dell’emissioni è riuscito a restringere quasi 100 punti base portandosi a 197 centesimi. Quanto durerà questo trend? Gli analisti fanno notare che molti dei movimenti a ridosso della fine del trimestre sono concomitanti con le chiusure dei bilanci, ma le tensioni rischiano di annullare l’effetto Bce.

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