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I bilanci 2012 si misurano con i rimborsi Ires da Irap

Bilanci al test delle novità fiscali. Anche i conti del 2012 oltre alle regole contabili del codice civile e dei principi contabili non potranno fare a meno di considerare alcune novità tributarie introdotte lo scorso anno, che hanno anche un impatto di tipo contabile.

Il caso forse di maggior rilevanza concerne la possibilità di avanzare istanza per ottenere il rimborso Ires a fronte della deducibilità della quota Irap pagata negli anni precedenti (dal 2007 in avanti) da riferire al costo del lavoro.

Materialmente i contribuenti stanno predisponendo e inviando telematicamente in questi giorni le istanze. È stabilito un calendario preciso per gli invii su base generalmente provinciale. I primi contribuenti hanno inviato le istanze già nel mese di gennaio, mentre gli ultimi lo faranno nel mese di marzo (i contribuenti possono inviare l’istanza dalla data fissata e per i successivi 60 giorni).

Sul punto ci si chiede se gli importi risultanti a titolo di rimborso Ires e Irpef debbano o meno essere iscritti nel conto economico dell’anno 2012.

Per chiarire i termini della questione si ipotizzi che Alfa srl abbia calcolato un importo che dovrà essergli rimborsato per 15 mila euro e da riferire alle annualità dal 2007 al 2011. Considerando i tempi e presumibilmente gli scarsi risultati che emergeranno dal conto economico (purtroppo anche quest’anno) è evidente che la tentazione di imputare tale importo nei conti dello scorso anno sarà presente in non pochi casi.

L’articolo 2, comma 1, del dl n. 201/2011 ha introdotto, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, la deducibilità ai fini delle imposte sui redditi (Irpef e Ires) dell’Irap relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell’art. 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del decreto legislativo n. 446/1997 (di seguito «Decreto Irap»). Successivamente l’art. 4, comma 12, del dl n. 16/2012 ha stabilito che la deduzione può essere fatta valere anche per i periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2012, se alla data del 28 dicembre 2011 era ancora pendente il termine di 48 mesi per richiedere il rimborso.

La norma si limita a stabilire un diritto del contribuente senza porre condizioni allo stesso se non quello dell’effettuazione degli adempimenti indicati da un apposito provvedimento (nella sostanza la presentazione dell’istanza).

Ciò detto si può ritenere che essendo fuori dubbio che il diritto di credito alla data del 31 dicembre 2012 (ci si riferisce ai soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare) è esistente, si è, in prima battuta, dell’idea che tale importo possa essere iscritto nel conto economico 2012.

Detto ciò devono seguire ulteriori considerazioni. Visto che il diritto del contribuente è soggetto quanto meno a degli adempimenti procedurali (se il contribuente non fa nulla il rimborso non gli sarà erogato) la prima verifica deve riguardare tale situazione. Ovvero perché si possa dar luogo alla iscrizione nel 2012 occorre che vi sia l’intenzione (meglio la certezza) che gli adempimenti procedurali saranno compiuti. Ciò è spesso facilitato dal fatto che gli invii delle istanze telematiche avverranno al più tardi entro il mese di marzo 2013 e quindi in sede di formalizzazione dei bilanci 2012 tale adempimento, anche se effettuato nel 2013, sarà già stato adempiuto.

Non pare sufficiente per escludere l’iscrizione nel 2012 il fatto che l’istanza sia presentata oltre la data di chiusura del bilancio. Ciò che più rileva è il fatto che al 31/12/2012 il credito è già esistente e che sono già state dettate le modalità per esigerlo anche se le stesse posticipano gli adempimenti all’anno successivo. Pur considerando le differenze si può assimilare la situazione a quella in cui Alfa sia titolare di un diritto di credito sorto nel 2012 nei confronti di Beta con la possibilità di esigere lo stesso solo nel 2013. Anche in tal caso non ci sono dubbi sul fatto che il credito debba essere iscritto nel bilancio chiuso al 31/12/2012. Non pare nemmeno che la non iscrizione del credito possa basarsi sull’affermazione, che non di rado si sente, ovvero quella secondo cui «chissà quando ci sarà erogato il rimborso». Una volta stabilita l’esistenza del diritto la non iscrizione (o meglio l’iscrizione del credito e la sua svalutazione) devono basarsi sulle considerazioni in tema di esigibilità dello stesso. Ma non esistendo preclusioni nella norma si giungerebbe a ritenere di difficile esigibilità il credito vantato nei confronti dell’erario: ma tale affermazione comporterebbe riflessioni di maggior spessore rispetto a quella di iscrizione o meno del credito Ires.

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