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I big della telefonia tornano a collocare bond sul mercato

Mentre l’attenzione dei mercati è tutta per il direttivo Bce di oggi, in cui il presidente Draghi svelerà i dettagli del piano anti-speculazione, le grandi aziende approfittano del clima positivo sul fronte dei tassi per collocare nuove obbligazioni. Martedì lo hanno fatto due colossi dell’energia come Enel ed Edf, ieri sono state soprattutto le telecom ad affacciarsi al mercato. La spagnola Telefonica ha piazzato sul mercato 750 milioni di euro di titoli quinquennali mentre la francese France Telecom ne ha collocati 500 con scadenza decennale. L’elenco prosegue con la tedesca Unitymedia Hessen con un un bond decennale da 400 milioni di euro ad un tasso del 5,625 per cento.
Nel caso di Telefonica, che ha un rating BBB da parte di Standard & Poor’s, il collocamento è arrivato ad un tasso di 510 punti base sopra il midswap, il che implica un rendimento lordo del 5,8 per cento, in linea con i tassi di mercato su un titolo a scadenza 2017. Telefonica ha potuto approfittare dell’allentamento della tensione sui titoli spagnoli, per effetto delle aspettative di un intervento della Bce. Sul mercato secondario il titolo a cinque anni della società spagnola viene trattato con un rendimento inferiore del 24% rispetto ai picchi di fine giugno quando era schizzato oltre il 7 per cento. Certo i tassi sono ancora altissimi rispetto a marzo quando quotavano sotto il 4 per cento.
La società spagnola è seduta su una montagna di debito che a fine giugno ammontava a 68 miliardi di euro stando alla banca dati S&P Capital Iq. Una cifra che è pari a 3,3 volte l’Ebitda (il multiplo era a 2,1 a fine 2008). Allo scopo di rendere più sostenibile la propria leva finanziaria la società ha in piano una serie di cessioni. L’ultima operazione in questo senso dovrebbe essere la quotazione delle sue attività in Germania, dove Telefonica opera con il marchio O2 . Dall’Ipo del 20% della società, che nei primi sei mesi dell’anno ha registrato 2,5 miliardi di euro di fatturato, Telefonica punta a raccogliere circa un miliardo di euro. Per far fronte ai debiti in scadenza nei prossimi cinque anni la società dovrebbe raccogliere tra i 7 e gli 8 miliardi di euro.
Una situazione più sostenibile sul fronte del debito è quella di France Telecom che ieri ha piazzato 500 milioni di euro di titoli decennali ad un tasso di 80 punti base sopra il midswap il che significa un tasso del 2,47 per cento.
Il costo del debito è decisamente più basso per la francese perché, a differenza della concorrente spagnola, che ha un rating inferiore di appena due «gradini», France Telecom non soffre il «rischio Paese». La società peraltro ha approfittato del netto abbassamento dei tassi di interesse per raccogliere fondi a basso costo. Il tasso su un titolo France Telecom con scadenza 15 giugno 2022, che a giugno viaggiava poco sotto il 3,2%, si è ridotto del 20 per cento in questi mesi.
Nel complesso i tassi medi sui bond societari si sono molto ridotti in vista delle mosse anti-crisi della Bce. Da inizio settimana sono stati raccolti sul mercato circa 13 miliardi di euro di obbligazioni corporate. Si tratta della cifra più consistente da luglio scorso.

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