Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

I beni all’estero fanno il bis

di Duilio Liburdi 

Beni all'estero a indicazione multipla nella dichiarazione dei redditi : il possesso di un immobile o di una attività finanziaria in uno stato diverso dall'Italia dovrà essere evidenziata sia nel quadro Rm ai fini della nuova imposta patrimoniale che nel quadro Rw ai fini della detenzione. Con un pieno di informazioni che, per certi versi, è tutto fuorché una ipotesi di semplificazione e con l'ulteriore rischio di pesantissime sanzioni.

La nuova imposta. La manovra Monti, introduce, a partire dal periodo di imposta 2011 un prelievo sul possesso di immobili o di attività finanziarie detenute all'estero da persone fisiche residenti in Italia. A tale fine, il quadro Rm del modello Unico 2012 contiene una nuova sezione XVI nella quale il contribuente dovrà evidenziare :

– il valore dei beni;

– la quota di possesso;

– il periodo;

– la misura dell'imposta;

– il credito di imposta spettante per l'imposta pagata nello stato estero;

– l'ammontare del debito.

A questi fini, non vi è limite di 10 mila euro previsto in relazione al sistema del monitoraggio fiscale e, dunque, l'unico limite è quello relativo al versamento minimo importo ottenuto moltiplicando il valore dei beni per la misura dell'imposta che, ad esempio, nel caso degli immobili è dello 0,76%.

Gli adempimenti ai fini del monitoraggio fiscale. Nulla cambia, invece, in relazione agli obblighi di compilazione del quadro Rw del modello Unico in relazione al quale dovrà essere data informazione sugli investimenti detenuti all'estero anche con riferimento alle stesse ipotesi che confluiscono nel quadro Rm nonché evidenziazione dei trasferimenti Italia-estero, estero-Italia ed estero su estero. In generale, dunque, una doppia segnalazione per la medesima situazione anche se in relazione ad alcune ipotesi i valori da comunicare non sono i medesimi. Inoltre, ai fini della compilazione del quadro Rw vale ovviamente il limite dei 10 mila euro in relazione agli investimenti e ai trasferimenti effettuati dai contribuenti.

Il doppio adempimento. Alla luce delle bozze dei modelli di dichiarazione, appare evidente come in alcune situazioni si obbliga il contribuente ad una doppia segnalazione che, laddove non effettuata, soprattutto in relazione al quadro Rw espone a sanzioni pesantissime che non possono essere sanate, in base alle disposizioni normative come interpretate dall'agenzia delle entrate, con la sanzione minima di 258 euro. Ipotizzando il caso di un contribuente che detiene un immobile all'estero e sia in possesso dell'atto di acquisto dell'immobile stesso, gli adempimenti dichiarativi saranno pressoché identici nei due quadri. A questo punto potrebbe essere opportuno aggiungere alcuni elementi nel quadro Rm (ad esempio il codice stato) precisando che l'indicazione nel quadro Rm tiene conto anche degli obblighi di monitoraggio. Naturalmente, non tutte le situazioni possono coincidere soprattutto in relazione alla detenzione estera delle attività finanziarie. Infatti, ai fini della indicazione nel quadro Rw quello che rileva è sempre il costo di acquisto del bene mentre, ai fini della nuova imposta patrimoniale, la norma afferma che il calcolo dell'imposta stessa debba essere effettuato sul valore di mercato dell'attività finanziaria stessa al termine del periodo di imposta.

Ulteriori problematiche riguardano i contribuenti che, con riferimento agli immobili, hanno effettuato il cosiddetto rimpatrio giuridico ai fini dello scudo fiscale. In questo caso, la circostanza che giuridicamente i beni siano rientrati in Italia esonera dalla compilazione del quadro Rw ma non certo dalla compilazione del quadro Rm che, come detto, è un quadro che serve per la liquidazione della nuova imposta. Indirettamente, dunque, questi contribuenti perdono in qualche modo la «riservatezza» ottenuta mediante l'effettuazione dell'emersione del bene detenuto all'estero. Senza dimenticare, poi, il caso dei frontalieri ovvero dei lavoratori residenti in Italia che svolgono in via continuativa una attività di lavoro in stati o territori limitrofi rispetto all'Italia. Tali contribuenti, in relazione alle attività finanziarie e patrimoniali detenute nel paese ove svolgono l'attività lavorativa sono esonerati dalla compilazione del quadro Rw mentre non appare operante alcuna disposizione analoga in relazione alla debenza dei nuovi tributi introdotti dalla manovra Monti. A corollario delle complessità, si deve ricordare come ai fini della compilazione del quadro Rw sia necessaria anche l'indicazione dei trasferimenti nella sezione III laddove superiori nell'anno a 10 mila euro. Anche se il trasferimento è stato effettuato mediante intermediario residente che, ovviamente, dovrà fornire segnalazione alle Entrate. Si dovrebbe riflettere sulla effettiva necessità di prevedere un obbligo in capo al contribuente di indicare in dichiarazione un dato perfettamente conosciuto dall'amministrazione a rischio, in caso di omissione, di pesantissime sanzioni. Ma forse basterebbe ricordare le norme dello statuto dei diritti del contribuente e del dl 70/2011.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa