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I banchieri britannici: ripartire dopo il Liborgate

Si chiama Anthony Browne e ha un incarico ancora più difficile di Antony Jenkins. Mentre il nuovo amministratore delegato di Barclays deve riparare la reputazione della banca britannica, il nuovo chief executive della British Bankers Association (Bba) ha il compito di risollevare le sorti dell’intero settore bancario dopo un’estate calda di scandali che hanno coinvolto i maggiori istituti britannici.
Browne, che ieri ha preso le redini della Bba, si è impegnato a far tornare la fiducia nel settore bancario. «Voglio riportare le banche a essere un settore normale che gioca il suo ruolo nella crescita economica», ha dichiarato ieri, ammettendo che «il settore è sceso molto in basso. Spero che non possa scendere ulteriormente». La Bba rappresenta oltre duecento banche in Gran Bretagna.
Il suo primo compito, ha detto Browne, sarà fare in modo che il fixing del Libor sia accurato e trasparente. La Bba ha la responsabilità di vigilare sul tasso interbancario e quindi è stata particolarmente danneggiata dalle rivelazioni su come i trader di Barclays e di altre banche abbiano per anni manipolato il tasso a proprio vantaggio. «Faremo tutto il possibile per essere certi che funzioni e sia in futuro in indicatore credibile», ha detto ieri Browne.
Barlays è per ora l’unica banca che ha ammesso le proprie responsabilità e pagato una multa di 290 milioni di sterline, ma le indagini continuano sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti e coinvolgono diversi altri istituti. Oltre alle rivelazioni sul Libor, le banche britanniche sono state al centro delle critiche per la vendita di Ppi, assicurazioni sui mutui immobiliari piazzate a centinaia di migliaia di ignari correntisti e giudicate inutili se non fraudolente. La Financial Services Authority ha ordinato alle banche di rimborsare i clienti con costi previsti di oltre dieci miliardi di sterline.
Browne, che sostituisce Angela Knight, è un ex dirigente di Morgan Stanley ed ex consigliere per l’economia del sindaco di Londra Boris Johnson, nominato Ceo dell’associazione in un momento cosí delicato proprio per le sue doti diplomatiche.
Peter Vicary-Smith, chief executive di «Which?», la potente lobby dei consumatori britannici, ha scritto una lettera aperta a Browne per invitarlo a fare della Bba una voce autorevole e credibile che si fa parte attiva invece di attendere passivamente le riforme imposte dalle autorità. Le banche «hanno perso la bussola» per quanto riguarda l’etica e devono attuare «cambiamenti radicali» per potersi meritare di nuovo la fiducia dei consumatori. La fiducia, secondo «Which?», è attualmente ai minimi storici e oltre il 70% dei consumatori ritiene che le banche non abbiano imparato le lezioni della crisi finanziaria del 2008.

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