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I 730 precompilati superano 19 milioni ma rimborsi in ritardo

Una “rivoluzione copernicana” a metà. Perché se è vero che il modello 730 precompilato è stato ampiamente utilizzato dai contribuenti (l’Agenzia delle Entrate ha infatti comunicato che sono stati «inviati diciannove milioni di 730» e che il nuovo modello è stato scelto dal 93% dei cittadini), le difficoltà sono stati tali da non permettere di concludere la procedura nei tempi consueti e si è resa necessaria una proroga al 23 luglio, con il risultato che una quota importante dei rimborsi slitteranno ad agosto se non a settembre.
L’Agenzia delle Entrate nel comunicato diffuso ieri fa il bilancio dell’introduzione del modello precompilato, e promuove a pieni voti il nuovo 730, ricordando che da quest’anno «per 17 milioni di contribuenti scompare l’obbligo di conservare ricevute e scontrini », obbligo che invece adesso è a carico di Caf e professionisti. Su 20,4 milioni di dichiarazioni precompilate dalle Entrate, sono stati inviati tramite intermediari o in fai da te 19 milioni di modelli. Di queste, «17.627.068 dichiarazioni sono state inviate tramite Caf e intermediari, mentre 1.414.478 sono state inviate direttamente dai contribuenti». Certo un risultato positivo che a un certo punto si è temuto fosse difficile da raggiungere, quando i primi modelli scaricati da Caf, commercialisti e privati cittadini si sono rivelati imprecisi, con errori e omissioni. «La proroga dal 7 al 23 luglio si è resa necessaria per tutte le difficoltà della nuova procedura », sottolinea Pasquale Saggese, tributarista della Fondazione nazionale commercialisti. E quindi per le dichiarazioni trasmesse nella seconda metà di luglio è stato impossibile per le aziende provvedere ai rimborsi entro lo stesso mese. Tra l’altro, ricorda Saggese, «i rimborsi che superano i 4.000 euro delle dichiarazioni fai-da-te modificate direttamente dal contribuente vengono erogati dall’Agenzia delle Entrate, e pertanto i tempi si allungano ulteriormente». Non ci sono ritardi invece per i pensionati: poiché per loro comunque i rimborsi fiscali erano previsti ad agosto, l’Inps ha comunicato che non ci saranno slittamenti. Inoltre nel caso in cui il contribuente vada a debito non sarà tenuto a pagare alcun interesse per il ritardo di cui non ha colpa.
Lo slittamento dei rimborsi riguarda, calcola Valeriano Canepari, coordinatore della Consulta nazionale dei Caf, circa due milioni di contribuenti: «Chi ha scelto il fai-da-te — ipotizza — nella maggior parte dei casi ha trasmesso entro il 7 luglio. Caf e professionisti potevano avvalersi della proroga solo se avevano già trasmesso l’80% dei modelli 730, quindi, escludendo i pensionati, a luglio saranno rimasti senza rimborsi circa due milioni di contribuenti ». I Caf ribadiscono che faranno ricorso alla prima occasione contro la norma che sposta su di loro la responsabilità economica per gli errori nella dichiarazione, e per il prossimo anno lanciano una proposta: «Noi avevamo chiesto un’introduzione graduale del modello precompilato, — dice Canepari — e le difficoltà riscontrate ci hanno dato ragione. Almeno in vista del prossimo anno chiediamo una sperimentazione entro dicembre».
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