Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«I 150 anni vanno celebrati con serietà»

ROMA — Non lo appassiona la «disputa sulle modalità festive da osservare» (rito civile di piena osservanza o declassato in modo che si lavori?) e non gli interessa la diatriba «sulle diverse propensioni a partecipare» , con i leghisti che accusano di «follia» coloro che vogliono onorare i 150 della nostra unità. Ciò che preme a Giorgio Napolitano è che le celebrazioni decise per decreto siano guidate «dalla serietà e dall’impegno» che si sono visti ieri al Quirinale, in occasione del convegno su «La lingua italiana fattore portante dell’identità nazionale» . Un incontro esemplare — dice — perché a ispirare gli interventi «non c’è stata alcuna enfasi retorica, esaltazione acritica o strumentale semplificazione» . Infatti, tutto si è svolto secondo il carattere che dovrebbe avere un simile anniversario: senza «idoleggiare il retaggio del passato o idealizzare il presente» , nella realistica consapevolezza che, dopo il 1861, per il Paese «il cammino fu tutto fuorché lineare» . Era un tema complesso, quello affrontato da studiosi di diversa estrazione convocati sul Colle. Il capo dello Stato ne coglie gli intrecci più significativi, in una riflessione in cui tutto si tiene. Dal percorso del nostro idioma, che se pure ebbe un valore identitario già prima che maturasse l’unione politica dell’Italia, cominciò a unificare davvero tutte le classi solo a partire dal decennio giolittiano, «con la crescita dell’istruzione obbligatoria e l’abbattimento dell’analfabetismo» . Poi— aggiunge il presidente — nel nostro processo evolutivo ci furono «le regressioni che il fascismo portò con sé» e, infine, «l’età repubblicana» , sulla quale considera necessario che chi celebrerà il Giubileo della Nazione, ponga «al massimo l’accento» , a partire «dall’approccio innovativo e lungimirante dei padri costituenti, che si tradusse nella storica conquista dell’istruzione obbligatoria e gratuita per almeno 8 anni» . Ecco: persino affrontando una questione apparentemente non politica come la lingua, Napolitano si concede un cenno alla Magna Charta. Per ripetere ancora una volta che, anche se «molti principi iscritti in Costituzione hanno avuto un’attuazione travagliata e non rapida» (uno su tutti: le autonomie), «ciò non toglie che abbiano ispirato in questi decenni uno sviluppo senza precedenti del nostro Paese e che restino fecondi punti di riferimento per il suo sviluppo a venire» . Insomma: bisogna certo «superare ciò che è rimasto incompiuto» , di quello che i costituzionalisti chiamano «pactum societatis» , ma senza lesionare l’equilibrio generale. Questo chiede il capo dello Stato. Ed è impossibile non cogliere in tale avvertimento un preoccupato retropensiero rivolto a chi, nel governo, annuncia revisioni radicali, ad esempio in materia di giustizia. Poi, tornando al tema dell’incontro, Napolitano mette in evidenza «l’impulso» offerto alla nascita dello Stato unitario e al crescere di una coscienza nazionale dalla forza dell’italiano, «lingua della poesia, della letteratura e del melodramma» . «Il movimento per l’unità non sarebbe stato concepibile e non avrebbe potuto giungere al traguardo cui giunse se non vi fosse stata nei secoli la crescita dell’idea e del sentimento dell’Italia» . Perciò — conclude— «in questo spirito possiamo e dobbiamo mostrarci seriamente consapevoli del nostro ricchissimo, unico patrimonio di lingua e di cultura e della sua vitalità… e seriamente consapevoli del duro sforzo da affrontare per rinnovare — contro ogni rischio di deriva — il ruolo che l’Italia è chiamata a svolgere» .

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Per gli immobili concessi in leasing l'Imu è dovuta dal locatario anche a seguito della risoluzione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Europa spinge l’acceleratore sulla digitalizzazione della costituzione delle società come ele...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Procedura online per la costituzione di srl in alternativa alla metodologia standard attuale. La dir...

Oggi sulla stampa