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Humanitas in campo per l’asta San Raffaele

di Stefano Elli

La famiglia Rocca e il gruppo Humanitas entrano in lizza per l'acquisizione del San Raffaele. Il gruppo Ospedaliero con sede a Rozzano è dunque pronto a raccogliere la sfida competitiva lanciata dallo Ior e da Giuseppe Malacalza due settimane or sono, per l'aggiudicazione di attivi e passivi della Fondazione San Raffaele Monte Tabor, attualmente in concordato preventivo e afflitta da oltre 1,5 miliardi di debiti. Lo ha deciso ieri il consiglio di amministrazione dell'istituto clinico fondato negli anni ottanta da Gianfelice Rocca. Per farlo il Cda ha deciso di convocare l'assemblea straordinaria della società il prossimo 30 dicembre. All'ordine del giorno la proposta del conferimento al Cda di una delega per nove mesi dalla data della delibera, che consenta di procedere, in una o più tranche, a un aumento del capitale sociale e le modifiche allo statuto necessarie. Il rafforzamento patrimoniale sarà finalizzato al finanziamento di un'eventuale offerta di acquisto del San Raffaele.
È il primo concreto risultato dell'opera di moral suasion esercitata dalla seconda sezione del Tribunale civile di Milano (la sezione fallimentare) e dal suo presidente Filippo Lamanna sugli attuali amministratori della Fondazione, al momento dell'ammissione della Fondazione alla procedura di concordato preventivo. In un primo momento, infatti, l'offerta della cordata Ior- Malacalza appariva autoreferenziale, del tutto blindata e senza alcuna possibilità di rilancio. Il Tribunale, tuttavia, nell'estensione del decreto che ha acconsentito all'ammissione al concordato del gruppo ospedaliero ha chiaramente osservato come il potenziale conflitto d'interessi esistente tra il Cda della Fondazione San Raffaele (nella sua attuale composizione) e gli investitori Ior Malacalza, di fatto avrebbe potuto «sottrarre aprioristicamente ad altre possibili offerte del libero mercato gli asset core, e a sottrarre a gare tra possibili competitor» per essere selettivamente destinata agli attuali investitori. Una tesi peraltro condivisa con la Procura della Repubblica che, nel frattempo sta proseguendo con l'inchiesta a carico del fondatore dell'ospedale Don Luigi Verzè e degli altri amministratori dell'ospedale di via Olgettina. Peraltro nei giorni scorsi avevano destato più di una perplessità le modalità con le quali lo Ior e il gruppo Malacalza avevano annunciato l'apertura di una gara per l'aggiudicazione degli asset del San Raffaele. Un'offerta minima di 50 milioni di euro con la facoltà di affiancare e e, quindi, di elidere ogni rilancio. Oltre a questo si era parlato anche di una sorta di diritto di prelazione che avrebbe garantito agli investitori originari la facoltà di escludere ogni altra offerta. Una sorta di gara "tele guidata" che di fatto avrebbe scoraggiato ogni possibile concorrente. L'ingresso dell'Humanitas nella competizione chiarirà anche questi dubbi.

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