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Hsbc, sanzione da 1,9 miliardi

In termini assoluti è una multa record, misurata con gli utili pre-tax del gruppo nel primo semestre dell’anno non arriva nemmeno al 20% fermandosi, per l’esattezza al 16 per cento. In ogni caso è un assegno da 1,9 miliardi di dollari quello che Hsbc dovrà staccare per tacitare le autorità americane impegnate nell’inchiesta sul riciclaggio del danaro proveniente dal narcotraffico messicano. Una cifra che si ridimensiona se misurata con i 12,7 miliardi di dollari di utili prima delle imposte maturati da Hsbc nel periodo gennaio-giugno 2012. Poteva andare peggio: secondo il New York Times, le autorità Usa hanno evitato di incriminare formalmente l’istituto per i timori di eventuali effetti sistemici su scala globale.
L’inchiesta del Senato americano ha spulciato i documenti della maggior banca europea (per capitalizzazione) scoprendo comportamenti ai limiti della criminalità. Per anni Hsbc avrebbe agito a beneficio «di cartelli della droga e stati canaglia» dall’Iran al Sudan. In particolare per i trafficanti messicani e verso istituzioni saudite in odore di eccessive simpatie con il terrorismo. «Hsbc negli Usa – si legge nel documento del Senato – non ha trattato le attività messicane come operazioni ad alto rischio nonostante la reputazione del Paese nel contesto del traffico di droga e riciclaggio di danaro sporco…sono così stati trasferiti 7 miliardi di dollari in banconote presso Hong Kong Shanghai Bank in America senza che questo suscitasse sospetti». Almeno 881 milioni di dollari prodotto del narcotraffico sono stati riciclati in attività “pulite” . Non solo. La banca inglese «ha aggirato – si legge ancora nel rapporto – le norme statunitensi create per evitare di far arrivare finanziamenti anche ai cosiddetti stati canaglia autorizzando più di 25mila transazioni in 7 anni senza svelare le connessioni con l’Iran. Ha fornito servizi bancari a istituzioni saudite collegate al terrorismo. Ha infine riciclato almeno 290 milioni di dollari in travellers cheque a favore di una banca giapponese ma a beneficio di cittadini russi». Scene da un verminaio che il vertice di Hsbc non ha mai negato. «Accettiamo piena responsabilità – ha dichiarato il ceo di Hsbc Stuart Green – per i nostri errori del passato. Abbiamo già detto di essere profondamente dispiaciuti per l’accaduto e lo confermiamo una volta di più». L’ammissione di colpa ha conseguenze dirette nella gestione dell’istituto. Hsbc investirà 700 milioni di dollari in tutto il mondo in un programma diretto a “conoscere i clienti”, ha firmato con gli Usa un accordo che la vincola per 5 anni a realizzare un piano preciso per evitare il processo penale e in questo periodo, secondo quanto è trapelato, i bonus potranno essere sospesi. Infine l’istituto ha assunto un ex top manager del Tesoro Usa, Bob Werner, che dovrà vigilare sul rispetto delle normative legate alla lotta contro la criminalità.
La penale è stata a lungo negoziata ma è risultata superiore alle aspettative. Nei mesi scorsi, infatti, Hsbc aveva comunicato di aver accantonato 1,5 miliardi di dollari per ottemperare alle ammende per i tanti comportamenti irregolari emersi in questi mesi. E non solo di Hsbc. È di due giorni fa la notizia che Standard Chartered ha transato per complessivi 600 milioni di dollari con gli Usa per violazioni alle sanzioni imposte da Washington.

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