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Hotel, ville e polizze tornano ai Ligresti annullato il maxi sequestro da 250 milioni

Conti correnti, alberghi di lusso, polizze assicurative, case, ville e terreni per un totale di oltre 250 milioni di euro. L’immenso patrimonio di beni mobili ed immobili che ad agosto era stato sequestrato dalla Procura di Torino torna ora tutto nella disponibilità di Fonsai e, soprattutto, nelle mani della famiglia Ligresti e degli altri ex manager che erano stati arrestati: è un duro colpo per l’accusa quello che ieri pomeriggio è stato inflitto dal Tribunale del Riesame. Alle tre del pomeriggio, il collegio di giudici torinesi presieduto da Luca Ferrero (relatore Giorgio Semeraro) ha infatti emesso un verdetto che ha lasciato di stucco il procuratore aggiunto Vittorio Nessi e il sostituto Marco Gianoglio, in partenza per Lugano per interrogare Paolo Ligresti, il figlio del patron di Fonsai che risiede in Svizzera. Poche righe, infatti, per annullare il maxi-sequestro cautelare che era stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Silvia Salvadori: 251,6 milioni di euro, di cui la maggior parte riferibile alla Fondiaria Sai (almeno 210 milioni di euro). La Salvadori lo aveva considerato “illecito profitto” degli indagati ottenuto nella loro gestione della società assicurativa: attraverso escamotage di bilancio gli arrestati avevano infatti intascato, secondo l’accusa, dividendi milionari a danno degli azionisti. Gli avvocati avevano subito fatto istanza di dissequestro, ma per via della sospensione feriale il procedimento era slittato a settembre, e l’udienza si era dunque svolta solo tre giorni fa.
La procura farà probabilmente ricorso contro il provvedimento, e ora tutti attendono di leggere le motivazioni che hanno portato i giudici ad assegnare un vistoso punto alla difesa degli indagati. «Ritenevamo scorretta l’individuazione che la procura, e il gip, avevano fatto del “profitto” — ha commentato l’avvocato Guglielmo Giordanengo difensore di Antonio Talarico, uno degli ex manager coinvolti nell’inchiesta — e abbiamo spiegato le nostreragioni attraverso complesse argomentazioni giuridiche».
Il dissequestro, immediatamente esecutivo, riguarda soprattutto un gran numero di hotel di lusso, quasi tutti riconducibili alla società Atahotel, e considerati tra i più prestigiosi d’Italia, come il Principi di Piemonte nel centro di Torino, il Golf Hotel a Madonna di Campiglio, il Varese nell’omonima città lombarda, o ilGrand Hotel Fiera di Milano. La restante parte di beni sequestrati corrisponde invece alle abitazioni della famiglia Ligresti, a polizze assicurative intestate a Salvatore Ligresti e alle due figlie Lionella e Giulia (“uscita di scena” dall’inchiesta con un patteggiamento a 2 anni e 8 mesi), e ai vari conti correnti (di cui 9 riconducibili al fratello Paolo, 27 all’ex amministratore delegato Fausto Marchionni, 31 al suo successore Emanuele Erbetta e 17 all’ex vicepresidente Antonio Talarico).
E’ fissato per questa mattina alle 9, invece, l’interrogatorio di Paolo Ligresti, che sarà svolto dal procuratore elvetico a cui la Procura di Torino aveva inviato la richiesta di rogatoria. I pm Nessi e Gianoglio potranno assistere, senza tuttavia porre domande dirette all’indagato. Sempre che il figlio dell’ex patron di Fonsai decida di non avvalersi della facoltà di non rispondere come suo padre Salvatore a Milano una settimanafa.
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