Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Hope, il salotto pop per finanziare le Pmi

Grandi istituzioni finanziarie, gestori, privati e family office italiani uniscono le forze (e le finanze) in Hope (Holding di partecipazioni Economiche). Un progetto al debutto con caratteristiche inedite per il mercato italiano: è la prima licenza Sicaf retail del paese, autorizzata da Banca Italia, previo parere di Consob. I soci fondatori hanno fino a qui capitalizzato Hope per circa 15,7 milioni e contribuiranno alla raccolta di capitale (il primo target è di 500 milioni di euro, ma non si escludono nuove finestre in futuro) a supporto dei futuri investimenti, con una ipotesi di quotazione (nei primi mesi del 2022) a valle del collocamento. Fra gli investitori iniziali ci sono grandi banche (UniCredit, Banca Generali, Bnl-Bnp, BancoBpm, Bper), banche locali (Pop. di Puglia e Basilicata, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Istituto Atesino di Sviluppo e Sparkasse) gestori come Kairos e Amundi e altri soggetti come la famiglia Manuli, Mauro del Rio (Buongiorno.it), Angelica Dallara (Dallara Automobili), Matteo e Paolo Zanetti (del gruppo caseario Zanetti spa), la famiglia Ottolenghi (Petrolifera italo rumena), l’imprenditrice Isabella Seragnoli. Il ceo Claudio Scardovi (economista, manager e imprenditore, oggi docente nell’Executive master in Finanza della Sda Bocconi) ideatore di Hope e ceo, ha investito direttamente nel progetto con circa il 3%. L’obiettivo è lanciare una sorta di «fondo sovrano privato» in grado di investire nell’economia reale del Paese seguendo due strategie. La prima prevede investimenti in Pmi italiane a supporto della crescita, consolidamento, trasformazione digitale, green, internazionalizzazione e con valorizzazione ideale dell’investimento, anche se non esclusiva, tramite la quotazione. La seconda mira a favorire investimenti nelle città a supporto di progetti di rigenerazione e sviluppo urbano, con investimenti in real estate e infrastrutture digitali ed ecosostenibili a supporto. «L’obiettivo di Hope – sintetizza Scardovi – è contribuire al rilancio dell’economia dell’Italia, per riguadagnare competitività e attrattività e creare benessere e valore sostenibile per noi e per le nuove generazioni». La raccolta di capitale da investitori istituzionali sarà avviata a settembre, con collocamento retail nei mesi successivi: l’idea è favorire il più possibile la partecipazione del mondo retail e per questa ragione è stata fissata a mille euro la soglia minima di ingresso. I soci potranno essere remunerati attraverso dividendi (da cessioni delle partecipazioni o da affitti di immobili e infrastrutture messe a reddito) e scambio del titolo in caso di ipo. Il board di Hope – spiega la società – è composto da 7 membri di cui 6 «non executive» a tutela degli obiettivi di benefit corporation ed Esg: Stefano Caselli (presidente), Claudio Scardovi, Francesco De Giglio, Mauro Del Rio, Nunzio Luciano, Alessandra Manuli e Lucrezia Reichlin. L’apertura al retail è rafforzata dal Comitato di Sostenibilità, che affianca il board con Cristiana Capotondi, Bali Lawal, Anna Gervasoni, Larissa Iapichino, Carlo Ratti, Cinzia Tagliabue.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Meno vincoli della privacy per l’utilizzo delle nuove tecnologie in chiave antievasione. La deleg...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il green pass diventa obbligatorio per quasi 20 milioni di lavoratori. Da metà ottobre per acceder...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha preso il via il digital tour di Imprese vincenti 2021, il programma di Intesa Sanpaolo per la va...

Oggi sulla stampa