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Hollande, sfida sugli eurobond

BERLINO — Tra Germania e Francia, assicura Angela Merkel, esistono «punti di accordo» sulla necessità di promuovere la crescita in Europa. Ma François Hollande continua a ritenere che il patto di bilancio vada integrato, tenendo conto di questa priorità. Con il primo incontro tra la cancelliera tedesca e il successore di Nicolas Sarkozy è partito un confronto a viso aperto. L’obiettivo, ora, è quello di presentare proposte comuni al vertice dell’Unione europea in programma alla fine di giugno. «Sappiamo quali sono le nostre responsabilità», dicono i due leader, che lanciano insieme un appello: «La Grecia deve restare nell’euro». E la donna più potente d’Europa avverte però che il memorandum firmato dal governo di Atene «deve essere rispettato».
Era chiaro che da Berlino non potevano arrivare ieri decisioni, ma almeno la disponibilità a lavorare insieme per ricercare un compromesso che non tradisca la linea del rigore sostenuta dai tedeschi e che possa nello stesso tempo fare uscire l’Europa dalla crisi guardando avanti, creando sviluppo e occupazione, come vuole Parigi. «Io sono contento che la crescita sia di nuovo nel cuore del confronto dell’Europa, anche se so che dietro a questa parola ci sono significati diversi. Ma non deve diventare una formula vuota», ha detto il nuovo presidente francese, affermando che tutte le proposte devono essere messe sul tavolo, compresa quella degli eurobond. La Merkel ha riconosciuto che la crescita è «un concetto generale» nel quadro della quale possono essere previsti «tipi diversi di misure».
Sarà necessario discutere ancora molto, nelle prossime settimane. Un’ora di colloquio, seguito da una cena, iniziato con Hollande che si è scusato per il ritardo, causato da un fulmine che ha colpito il suo aereo dopo il decollo da Parigi. Anche se forse il presidente francese avrebbe preferito che fosse Angela Merkel a scusarsi per essersi schierata dalla parte del suo avversario. Ma a parte questi due incidenti di percorso, uno atmosferico e l’altro politico, i due leader si sono comportati come se si conoscessero già da tempo e hanno espresso più volte l’impegno ad approfondire ancora le relazioni tra i due Paesi, che celebreranno l’anno prossimo il cinquantesimo anniversario del Trattato dell’Eliseo. Nessun imbarazzo, almeno apparente. Solo un po’ di disagio del neo presidente durante gli onori militari, gli inni nazionali, la passeggiata sul tappeto rosso sotto una leggerissima pioggia. Hollande aveva probabilmente studiato più quello che avrebbe dovuto dire alla sua interlocutrice che non i riti, per lui abbastanza nuovi, previsti dal cerimoniale.
Ma se la cancelliera ha flirtato con Sarkozy, una sponda alle posizioni di Hollande è venuta ieri dall’opposizione socialdemocratica, che ha scelto proprio il giorno in cui il presidente socialista arrivava a Berlino per indicare le sue condizioni sull’approvazione del Fiscal Compact in Parlamento: misure per la crescita e l’occupazione, introduzione della Tobin Tax. «C’è bisogno di noi», ha detto il capogruppo Spd Frank-Walter Steinmeier, che ha definito irrealistica l’ipotesi di un voto entro il 25 maggio, come sperava il governo. È il secondo fronte, quello interno, in cui è impegnata Angela Merkel.

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