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Hoist cartolarizza 5 miliardi di crediti non garantiti

È la prima cartolarizzazione avvenuta in Italia di un portafoglio crediti non garantiti con rating “investment grade”. Ma è anche una delle prime operazioni di cessione di Npl realizzata (con successo) da una società che di norma compra Npl, e non li cede. A realizzare tutto questo, nei giorni scorsi, è stata Hoist Finance, che ha varato una maxi-operazione del valore di 5 miliardi di euro.

Hoist Finance è uno dei principali player europei attivi nell’acquisto e nella gestione dei crediti performing e non-performing, ed è presente in 11 paesi europei, a partire dalla Svezia (dove il gruppo è quotato), e poi Italia, Germania, Francia, Belgio, Olanda, Polonia, Regno Unito, Austria, Grecia e Spagna. In quanto soggetto dotato di licenza bancaria (e quindi trattato a tutti gli effetti come una banca dalla Vigilanza Bce), Hoist Finance rientra dunque tra quei soggetti sottoposti alle regole prudenziali che prevedono progressivi accantonamenti (fino alla piena svalutazione) dei crediti detenuti, noto come calendar provisioning. Una mossa che comporta maggiori oneri patrimoniali e di conto economico per le banche. L’addendum Bce emanato a marzo 2018 (e il successivo aggiornamento di agosto 2019) hanno insomma obbligato le banche a rivedere strategie e modalità di gestione dei crediti deteriorati per evitare impatti a conto economico e per ottimizzare il capitale. La cartolarizzazione di Hoist potrebbe dunque essere dunque una sorta di progetto pilota che potrebbe avere un seguito, anche da parte di altri soggetti vigilati. «Questa transazione è un’ulteriore prova dell’impostazione strategica di Hoist Finance che punta a rendere il programma di cartolarizzazioni parte integrante del proprio modello di business di lungo termine – spiega il ceo di Hoist, Klaus-Anders Nysteen – Una cartolarizzazione con un rating ‘investment grade’ è un segnale molto positivo. Siamo fortemente impegnati a sostenere ulteriormente questa direzione, per supportare gli obiettivi di crescita del gruppo, mantenendo un livello di rischio contenuto e un utilizzo efficiente del capitale».

Il deal prevede che le note senior, pari all’85% dell’importo emesso, siano trattenute da Hoist Finance, mentre le note mezzanine e junior – pari al restante 15% – siano sottoscritte dal fondo CarVal. I crediti unsecured fanno parte del grande bacino di crediti deteriorati comprati da Hoist in questi anni dalle banche italiane, in particolare dall’ex Banco Popolare, poi confluito in BancoBpm. Hoist ha investito oltre 800 milioni di euro acquistando portafogli dalle più importanti istituzioni bancarie e finanziarie e con 9 miliardi di euro di Npl in gestione è oggi tra i principali players di settore.

Il gruppo nordico, guidato in Italia da Clemente Reale, punta inoltre rafforza la presenza digitale con l’offerta di prodotti e servizi bancari online e la creazione di una nuova Business Development. Obiettivo: la gestione dei crediti in bonis. «Hoist Finance già oggi compra portafogli performing di banche che vogliono uscire da alcuni segmenti – spiega Reale – e noi vogliamo svilupparci su questo versante».

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