Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Hogan se ne va addio al regista di Alitalia-Etihad

James Hogan è il primo esubero dell’Alitalia targata Roma-Abu Dhabi. Il numero uno di Etihad nonché vicepresidente della compagnia italiana, è prossimo all’uscita dopo dieci anni in sella al vettore arabo che ha creato dal nulla.
Ieri è giunta la conferma alle voci che si rincorrevano da mesi sul suo passo indietro nella seconda metà dell’anno. Una decisione che azienda e collaboratori di Hogan, interpellati, definiscono come «programmata da tempo», ma che non può non scaturire da una crisi che ha piegato le ali ad Air Berlin e Alitalia, due delle società partecipate dal gruppo. Infatti la cura europea di Hogan negli ultimi anni, non ha portato i frutti preventivati: Alitalia, che doveva mettere a segno il pareggio di bilancio con i conti del 2017, sta vivendo uno dei suoi momenti peggiori nonostante l’impegno degli azionisti che soltanto 48 ore fa hanno dato il via libera ad un’operazione di salvataggio che parte con risparmi da 160 milioni di euro. Il “rosso” del 2016 potrebbe superare il mezzo miliardo e pure l’ad Cramer Ball, australiano come Hogan, comincia a sentir cambiare il vento.
Di peggio, se possibile, è accaduto alla low cost Air Berlin che oggi è ridotta al lumicino: nei piani di Etihad avrebbe dovuto sparigliare il settore in Europa e soprattutto in Germania dove però Lufthansa continua a fare il bello e il cattivo tempo. Insieme i due perni della strategia di Etihad in Europa hanno lasciato sul terreno qualcosa come 2 miliardi di euro nonostante l’intervento del socio che doveva risollevarne le sorti. Un fiume di denaro investito senza alcun ritorno. E oggi anche gli emiri fanno i conti col prezzo del carburante che torna pericolosamente a salire, il cambio col dollaro e la minaccia del terrorismo che frena il turismo.
Il presidente del gruppo, Mohamed Fadhel Mubarak al-Mazrouei, ha parlato chiaramente di una «revisione strategica a livello aziendale. Dobbiamo fare in modo che la compagnia abbia le giuste dimensioni. Dobbiamo continuare a migliorare l’efficienza dei costi, la produttività e i ricavi. C’è bisogno di progredire e di regolare le nostre partnership azionarie, anche se rimaniamo impegnati nell’attuale strategia» ha detto rassicurando i partner, da una parte, ma paventando uno scenario di possibile disimpegno da alcune compagnie ritenute non strategiche.
Oltre ad Hogan lascia anche il suo fidato cfo, il direttore finanziario James Rigney. Entrambi hanno già trovato posto in una società che si occupa di investimenti. L’australiano di ferro che ama il rugby e l’Italia ha salutato così i suoi dipendenti: «Sono molto orgoglioso di quello che abbiamo costruito insieme con il cda e 26mila colleghi ».

Lucio Cillis

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È cruciale evitare di ritirare le politiche di sostegno prematuramente, sia sul fronte monetario ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo aver fatto un po’ melina nella propria metà campo, il patron del gruppo Acs, nonché preside...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una forte ripresa dell’economia tra giugno e luglio. È su questo che scommette il governo: uscire...

Oggi sulla stampa