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Hitachi-Ansaldo, il piano avanza

di Francesco Prisco

Una cosa è certa: entro fine anno sarà completato il progetto di dismissione di AnsaldoBreda. Con il partner giapponese? Finmeccanica, in via ufficiale, non si sbilancia. Per assistere al "matrimonio" toccherà attendere qualche mese. La trattativa che dovrebbe portare Hitachi Rail nel capitale sociale di AnsaldoBreda e Ansaldo Sts si avvierebbe verso la fase di "due diligence", con gli investitori nipponici pronti a raccogliere informazioni sugli asset delle due imprese italiane del comparto meccanico ferroviario.
Come dire: se si trattasse della compravendita di un immobile, saremmo nel momento il cui la parte interessata all'acquisto (Hitachi) si reca in visita all'oggetto del suo probabile investimento e si appresta ad approfondirne i dati catastali. Ennesima indiscrezione circolante negli ambienti vicini a Finmeccanica, quest'ultima, ancora priva di conferme ufficiali. Anzi: ieri pomeriggio il presidente Giuseppe Orsi, nel corso della presentazione dei dati di bilancio 2011, ha bollato con un secco «no comment» le voci finora trapelate. «Confermiamo – ha aggiunto però il manager – che stiamo portando avanti il progetto di dismissioni e ci impegniamo a farlo entro fine anno». Sul tema si è pronunciato anche l'ad di Ansaldo Sts Sergio De Luca: «Siamo già – ha dichiarato – una società indipendente per cui uscire dal perimetro di Finmeccanica non cambierebbe molto per l'operatività e la gestione dell'azienda».
L'offerta giapponese non sarebbe l'unica pervenuta sul suo tavolo fino a ora (estranea alla partita Bombardier, i cui vertici italiani ieri hanno smentito qualsiasi tipo di interessamento), ma è di sicuro quella in fase di maggiore avanzamento.
Più entusiasti di tutti, fino a questo momento, si sono rivelati i mercati: ieri a Piazza Affari i titoli di Finmeccanica e Ansaldo Sts hanno preso letteralmente il volo per poi chiudere rispettivamente a +10,88 e +1,04 per cento. Deve aver appassionato non poco gli investitori il modello societario (anticipato ieri da "Il Sole 24 Ore") cui si arriverebbe con l'entrata in scena della divisione trasporti ferroviari di Hitachi: i giapponesi rileverebbero il 50% delle azioni di AnsaldoBreda al momento tutte di Finmeccanica. Sforzo che sarebbe ripagato dalla possibilità di entrare con un ruolo di peso anche nell'azionariato di Ansaldo Sts, oggi per il 40% di Finmeccanica e per il 60% del mercato. Con il nuovo assetto, Hitachi prenderebbe il 29% delle azioni Ansaldo Sts che fanno capo a Finmeccanica, intervento bilanciato dalla Cassa depositi e prestiti pronta a rilevare un altro 18 per cento. In questo modo, tra Finmeccanica e Cdp, lo Stato si ritroverebbe in mano le stesse azioni (29%) dei giapponesi, mentre al mercato resterebbe il rimanente 42 per cento.
Scenario che suscita reazioni molto diverse tra i sindacati metalmeccanici. Il più netto è Massimo Masat, coordinatore nazionale di Fiom: «Ci opponiamo – dichiara – alla cessione del settore civile di Finmeccanica e in particolare alla svendita di Ansaldo Sts che riteniamo patrimonio del Paese. Lunedì pomeriggio, – continua il segretario di Fiom – nel corso dell'incontro con l'azienda tenutosi a Roma, ho chiesto chiarimenti ufficiali sul riassetto societario. I vertici di AnsaldoBreda hanno dichiarato di non essere a conoscenza di dettagli di questo tipo, per i quali è competente la capogruppo. Non è credibile tutto ciò. A questo punto intervenga direttamente il governo e ci dica quale futuro ha in mente per il gruppo Finmeccanica». Qualche perplessità anche da parte di Marco Bentivoglio di Fim: «Il riassetto dell'azienda, così com'è stato presentato, sembra preludere a una graduale uscita di scena di Finmeccanica da AnsaldoBreda e Ansaldo Sts. Questa ipotesi non ci piace: non la meritano la storia e il know how del comparto ferroviario italiano». Da qui un appello all'esecutivo nazionale: «Apriamo immediatamente – dichiara Bentivoglio – un tavolo di confronto con Finmeccanica alla presenza del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera sul futuro dell'intero settore». Giovanni Contento, segretario di Uilm, rivendica «il ruolo fondamentale giocato dalle parti sociali nella trattativa che ha portato al verbale di lunedì scorso. Un atto di responsabilità indispensabile per rimettere l'azienda in condizione di competere». Se poi dev'esserci un partner straniero per Ansaldo, «meglio – continua – che sia extraeuropeo, possa lavorare e investire per far crescere le due aziende in Italia». Molto favorevole all'ipotesi di investitori stranieri l'Ugl, «purché – commenta in ultimo Adelmo Barbarossa del coordinamento nazionale – non ci siano ricadute di alcun tipo sui livelli occupazionali».

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