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Hedge fund presi in contropiede dalla rotazione dei mercati

Gli hedge fund e i grandi fondi istituzionali sono stati presi in contropiede dalla rotazione repentina dei mercati in seguito alla notizia del vaccino contro il Covid in mano alla multinazionale statunitense Pfizer.

I grandi investitori statunitensi e anglosassoni questa volta non se lo aspettavano. La rotazione dei portafogli è iniziata senza che ne avessero sentore. Negli scorsi mesi hanno accumulato a piene mani titoli di società «growth», lasciando quasi totalmente i titoli di aziende cosiddette «value»: in maggioranza l’attenzione è quindi andata su azioni tecnologiche, come Facebook, Amazon, Netflix e Google. Non soltanto gli hedge fund, ma anche i «quantitative fund» e le cosiddette gestioni algoritmiche.

Molti di questi investitori sono andati a leva, cioè si sono indebitati per accumulare queste posizioni. «Sostanzialmente prima dell’annuncio del vaccino da parte di Pfizer – spiega Paolo Celesia, capo del Ecm e del financing di Credit Suisse – c’era il massimo gap tra i titoli percepiti come vincitori sul Covid e quelli invece colpiti dalla pandemia. Inoltre c’era una chiara evidenza tra le società con poco debito e altre con bilanci più solidi. Quello che è successo il giorno dell’annuncio di Pfizer è stato clamoroso perché mai avvenuto prima in altre crisi: è intervenuto un fattore esterno, come appunto il vaccino, molto differente da altri shock come quello petroliferi, più diluiti nel tempo, oppure la crisi del Cdo del 2008. In questo caso invece si partiva dal gap maggiore della storia delle Borse tra vincitori e perdenti di fronte alla pandemia».

I titoli ad alta crescita, come appunto Facebook e Google, erano infatti diventati negli ultimi mesi un bene rifugio per gli investitori istituzionali. «Si era creata una netta dicotomia del mercato – continua Celesia – e questo gap ha cominciato a chiudersi repentinamente nell’arco di una giornata con oscillazioni fino al 30 per cento». Una correzione che è diventata estremamente cara per molti investitori hedge, molti dei quali a leva sulle posizioni.

Molti titoli, come quelli del settore trasporti, sono cresciuti del 35% in pochissimo tempo come pure altri del settore leisure. Questa situazione, con una rotazione dei portafogli che potrebbe riprendere con l’accelerazione delle notizie sui vaccini, potrebbe inoltre favorire maggiormente i listini europei, rispetto a quelli americani, che sono più ricchi di titoli tecnologici e growth.

A guadagnare in visibilità potrebbero essere le società del Vecchio Continente, con importanti flussi di liquidità degli investitori. «Nel 2020 ci sono state molte Ipo negli Stati Uniti di società growth. Il mercato europeo dei capitali è stato invece meno attivo. È prevedibile che l’avvicinarsi dei vaccini faccia riprendere i progetti di quotazioni e aumenti di capitale in Europa e in Italia» conclude Celesia.

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