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Hard Brexit? Intanto ci guadagna Francoforte

Almeno in diplomazia, qualcosa si muove. Mentre sulla Brexit tra l’Europa e Theresa May continua lo stallo alla messicana, nelle ovattate stanze degli ambasciatori, c’è grande agitazione. Dietro le quinte, si stanno attivando in tutte le capitali del continente per cominciare a negoziare eventuali accordi bilaterali futuri. Ma sul coté opposto e sul piano ufficiale, la linea continua a dettarla Angela Merkel, fortunatamente tenendo insieme tutti i partner europei. Un po’ come sulle sanzioni russe. Ed è una linea impeccabile, dal punto di vista politico. Che sembra anteporre, come spesso accade, una visione alta della politica e la salvaguardia dell’unità europea davanti alla ratio economica. Anche se Berlino nasconde anche qualche ragionamento un tantino più cinico dietro alla difesa degli interessi del Vecchio continente.
Ieri, alla vigilia del vertice, la cancelliera è stata ancora una volta gelida con la premier britannica. Certo, qualche progresso c’è stato nel negoziato sulla Brexit, ha concesso, ma Merkel lo ritiene ancora «insufficiente» per passare alla seconda fase. E prima di entrare alla riunione, si è intrattenuta vistosamente a quattr’occhi con Emmanuel Macron, chiaramente per concordare una linea comune. Dopo, il presidente francese ha puntualizzato che dal summit di due giorni arriverà un segnale di unione della Ue.
Il motivo dell’intransigenza di Merkel con un Paese che rappresenta uno dei principali partner commerciali della Germania è politico. È vero, Berlino rischia di perdere una montagna di soldi e di interessi, in uno scenario di divorzio traumatico, di “hard Brexit”. Ma per la cancelliera è più importante, in questa fase, segnalare a chi è tentato da scorciatoie facili e da plebisciti sull’Europa, che si tratta di una soluzione ad altissimo rischio.
Invece, per capire l’altro ragionamento che si fa a Berlino, ma a microfoni spenti, basta un tweet. Quello dell’immarcescibile amministratore delegato di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein. «Ho appena lasciato Francoforte — ha scritto ieri — grandiosi incontri, clima fantastico, ho davvero apprezzato tutto. Bene, perché passerò molto più tempo lì». Come dire: mentre i negoziati vanno avanti a rilento, noi abbiamo bisogno di certezze, meglio spostarsi a Francoforte. Non è la prima banca ad annunciare il trasferimento a Francoforte. E insomma, se il limbo attuale provoca traslochi in Germania, ai tedeschi certo non dispiace.

Tonia Mastrobuoni

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