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Guzzetti: le Fondazioni nel capitale delle Popolari

Fuori dal capitale delle Banche di credito cooperativo. Dentro, invece, a quelle delle banche popolari. Il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, conferma la possibilità che le Fondazioni investano nel capitale degli istituti popolari alla vigilia del risiko bancario che sta per partire. Complice la riforma del settore voluta dal Governo Renzi, i dieci maggiori istituti popolari dovranno trasformarsi in Spa nel giro di 18 mesi. In questo scenario, diverse banche stanno valutando l’opportunità di procedere a delle fusioni per evitare possibili scalate ostili. E in questo processo, le Fondazioni potrebbero dire la loro. «Escluderei che le Fondazioni mettano soldi nelle Bcc», mentre «nelle popolari questa possibilità esiste, non è da escludere», ha detto Guzzetti a margine dell’audizione tenuta ieri alla Commissione Finanze del Senato.
Parlando nello specifico di Fondazione Cariplo, di cui è presidente, Guzzetti ha precisato che «in questo momento gli organi della Fondazione Cariplo non hanno all’ordine del giorno investimenti nelle popolari» . Anche perchè «oggi – ha aggiunto – abbiamo soldi solo in Intesa Sanpaolo e non vedo possibilità di mettere soldi in altre banche».
Tuttavia il criterio principale per decidere gli investimenti rimane quello del «rendimento» e della «diversificazione». Dal presidente dell’Acri è arrivato anche l’auspicio che alle Fondazioni, che fino ad oggi «hanno svolto nelle banche partecipate il ruolo di azionisti stabili», subentrino altri investitori «nazionali o esteri».
Il presidente dell’Acri si è soffermato anche su Mps, banca che oggi deve fare i conti con il pressing della Bce per una fusione e con l’aumento di capitale. Quanto successo alla banca senese «è una vicenda molto specifica» e «molto particolare», «a Siena c’è sempre stato un controllo molto invasivo del Comune e della Provincia» sulla fondazione. Ecco perchè «quanto accaduto in quella città non è una crisi che riguarda il sistema bancario nel nostro paese». E a proposito dell’annuncio della prossima uscita del presidente di Mps, Alessandro Profumo, dopo l’aumento di capitale,Guzzetti ha detto che « morto un papa se ne fa un altro». Piuttosto, è stata la riflessione «io ho a sufficienza cose da fare con Cariplo, chiedete a un senese». Una critica è stata rivolta poi all’aumento delle tasse per le fondazioni, che ha eliminato «ogni residua forma di trattamento fiscale di riguardo» e ha introdotto «forme discriminatorie rispetto agli altri enti non profit, come la tassazione Imu degli immobili destinati a finalità culturali, sociali e ricreative».

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